Johnny e la fuga d'amore interrotta dopo 10 giorni

L'arresto di Johnny lo zingaro (foto mauro chessa)

Il dirigente della Mobile Mongiovì rivela: "Voleva vivere la sua relazione"

SASSARI. Ha un cuore anche uno con un curriculum criminale lungo una vita, accusato di omicidio già a 11 anni, ergastolano per la scia di sangue che si è lasciato alle spalle attraversando gli anni Settanta. L'ennesima fuga di Johnny lo zingaro, al secolo Giuseppe Mastini, 60 anni, romano di origine sinti, non poteva avere epilogo più paradossale e insieme scontato.

Ieri 15 settembre è stato arrestato grazie al vasto spiegamento di uomini della squadra mobile della Questura di Sassari, coordinati dal dirigente Dario Mongiovì, con polizia di frontiera, polizia scientifica, servizio centrale operativo, polizia penitenziaria, squadra mobile di Cagliari e Procura di Sassari, che ha seguito la caccia all'uomo in tempo reale.

La latitanza è durata dieci giorni, dal 5 settembre, quando è sparito dopo un permesso premio nella casa famiglia della diocesi di Sassari, sino a ieri, quando l'uomo - che negli anni Ottanta a Roma ha seminato il terrore - è stato stanato in un casolare di Taniga, nelle campagne di Sassari. «Ho fatto 'na cazzata», ha detto a chi l'ha arrestato insieme a Lorenzo Panei, 51 anni, il padrone di casa, accusato di favoreggiamento. «Voleva vivere la sua relazione», rivela Mongiovì. Una scelta d'amore sorprendente solo in apparenza, perchè in realtà Mastini ha un chiodo fisso: ogni volta che è scappato, l'ha fatto per ricongiungersi alla compagna .

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