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Sassari

Uno sportello d’ascolto che fa rifiorire gli studenti

Uno sportello d’ascolto che fa rifiorire gli studenti

I dati del primo anno di sperimentazione: le richieste d’aiuto sono state 176 La responsabile Patrizia Patrizi: servono più fondi e sinergia con le istituzioni

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SASSARI. Dal maggio del 2020 a oggi sono state 176 le richieste di assistenza psicologica richieste nel corso del primo anno di sperimentazione dello Sportello multifunzionale di ascolto, voluto fortemente dall’Ersu di Sassari e realizzato grazie al supporto dell’Università di Sassari, in particolare del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali, in partnership anche con il Comune di Sassari. Un progetto nato a seguito della stipula di un protocollo d'intesa firmato dai tre enti e finalizzato alla creazione di canali diretti di ascolto rivolti agli studenti dell’Università di Sassari, incluse le sedi distaccate dell’Accademia di Belle Arti “Sironi” e del Conservatorio “Luigi Canepa”.

I dati sono stati presentati ieri dal gruppo di lavoro del Servizio di counseling e sostegno psicologico dello Sportello, coordinato dalla responsabile del servizio Patrizia Patrizi (delegata Uniss al benessere e ordinaria di Psicologia) e hanno stimolato un grande confronto tra i rappresentanti istituzionali presenti, quali Massimo Sechi e Antonello Arghittu, rispettivamente presidente e direttore generale dell’Ersu, Luigino Filice, presidente dell’Andisu (Associazione Nazionale degli Enti per il Diritto allo Studio), Andrea Piana, prorettore vicario di Uniss, Giorgio Cicalò, direttore generale dell’assessorato alla Pubblica istruzione della Regione Sardegna, l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Sassari Antonello Sassu e Paolo Delogu, rappresentante degli studenti nel cda dell’Ersu. Il gruppo di lavoro composto da Gian Luigi Lepri, Ernesto Lodi, Maria Luisa Scarpa e Lucrezia Perrella ha erogato ben 554 ore di consulenza e al momento sono ancora in carico 115 studenti e studentesse e nel solo periodo compreso tra il 5 marzo e il 3 maggio sono stati 42 i nuovi ingressi. A rivolgersi allo sportello sono state maggiormente le donne (75,8%), solo il 17,7% era uno studente lavoratore e la maggior parte è “fuori sede”. Tra le psicopatologie riscontrate si evidenziano disturbi alimentari, grave ansia, attacchi di panico, depressione, disturbo bipolare, problemi che incidono non solo sulla qualità della vita ma anche sull’andamento del percorso di studi.

L’incontro di ieri ha anche evidenziato il fatto che lo Sportello multifunzionale ha bisogno di una maggiore sinergia, di una rete più ampia tra istituzioni e strutture che si occupano di cura del benessere psicologico e psichiatrico. Patrizia Patrizi ha evidenziato però che per compiere un ulteriore balzo in avanti il servizio avrebbe adesso bisogno di nuove partnership istituzionali, oltre a risorse economiche ulteriori. Un’affermazione sostenuta anche dagli interventi di Massimo Sechi e Antonello Arghittu. Al termine del confronto è stata riconfermata la volontà di dare maggiore forza alla collaborazione tra Ersu, Uniss e Comune di Sassari; dall’Andisu è emersa la possibilità di stimolare una condivisione a livello nazionale del progetto come modello virtuoso replicabile e il direttore generale dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione si è detto molto colpito dal valore del servizio e dai risultati ottenuti, dichiarando che, se ve ne fosse la possibilità, una volta verificate le risorse disponibili nelle casse regionali e dopo un confronto con l’assessore Andrea Biancareddu, la Regione sosterrà ulteriormente il progetto. (red.cr.)



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