A Giovanni le cure non sono mancate

L’Asl ha già assegnato al malato di Sla il fisioterapista e il servizio Adi. Le equipe seguono i pazienti di due distretti sanitari

SASSARI. Tutto a posto. Giovanni Doro, il 49enne malato di Sla, è già stato preso in carico per l’assistenza domiciliare e riceve tutte le cure adeguate alla sua condizione fisica. Cure che non gli sono mai mancate, eccettuata la fisioterapia per un mese e mezzo, un ritardo dovuto alla necessità di reperire questa figura. Ma l’altro ieri la fisioterapista incaricata è andata a casa di Giovanni e continuerà a farlo secondo le cadenze previste dal piano terapeutico. L’Ats-Assl non ha quindi mai lasciato mai solo il paziente, semplicemente se qualche disguido c’è stato è stato causato dal passaggio dalla fisioterapia convenzionata con una struttura privata, all’Adi, l’assistenza domiciliare integrata, con cure che non sono mai venute meno.

L’Assl sassarese può infatti vantare un servizio che è considerato un’eccellenza anche a livello nazionale. È l’Unità operativa semplice per “malati ventilati ad alta complessità assistenziale” che prende in carico precocemente e offre tutte le sue competenze ai malati di sclerosi laterale amiotrofica, operando nei distretti sanitari di Sassari e Alghero. Attualmente segue a domicilio una quarantina di persone colpite da questa patologia neurodegenerativa con equipe composte da uno psicologo, un assistente sociale e tre medici anestesisti rianimatori. Un sistema capillare, quello adottato dall’Unità operativa, per raggiungere nel territorio i malati di Sla, seguire l’andamento delle loro condizioni fisiche e dare il supporto necessario.

«E infatti a mio marito non è mai mancata né la terapia del dolore, né l’assistenza della psicologa che ringrazio per la sua costante disponibilità, anche quando per una settimana ha goduto giustamente delle ferie, e neanche l’infermiere per controllare pressione e saturazione, sempre presente secondo il calendario stabilito – racconta Ramona Solinas –. C’è stato obiettivamente il ritardo nell’assegnazione del fisioterapista, ma ora posso dire che la situazione si è risolta su questo fronte. Ho capito che ci sono dei tempi nell’assegnazione al servizio l’Adi, però penso debba essere compresa anche la situazione che stiamo vivendo in cui la mancanza sia pure di una sola figura di assistenza può rompere gli equilibri faticosamente raggiunti da Giovanni nella convivenza con la sua malattia».

La coppia affronta unita la Sla che di colpo ha cambiato la vita a un uomo giovane, costringendolo sulla carrozzina e alla perdita dell’autosufficienza. E si fa coraggio.

Ma la loro vicenda è anche sintomatica dell’insufficienza di figure sanitarie che gli stessi operatori della sanità denunciano da anni. Si sta cercando di tappare queste falle che poi pregiudicano il buon giudizio dei paziente sull’assistenza, anche quando è di livello. La speranza è che in un futuro non troppo lontano anche i piccoli ritardi e le piccole carenze possano scomparire. (p,f,)

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