Boccia: «Bisogna cambiare subito rotta o temo un grande danno d’immagine»

SASSARI. A prendere posizione sulla per certi versi sconcertante chiusura semi totale della città nei giorni a cavallo di ferragosto è anche Giuseppe Boccia, presidente di Confesercenti Nord...

SASSARI. A prendere posizione sulla per certi versi sconcertante chiusura semi totale della città nei giorni a cavallo di ferragosto è anche Giuseppe Boccia, presidente di Confesercenti Nord Sardegna. Parole inequivocabili, le sue. «È desolante – dice – vedere una città vuota di attrazioni che, a parte la Faradda dei Candelieri, svoltasi a “porte chiuse” per limitare il rischio di contagi da coronovirus, ha offerto molto poco ai turisti che timidamente si sono avvicinati in questi giorni di ferragosto. Una città vuota di servizi, anche quelli essenziali, che sicuramente rimarrà impressa nella mente degli sfortunati avventori che per un motivo o per l’altro hanno avuto necessità di bere qualcosa di fresco o di utilizzare un bagno pubblico».

Boccia sottolinea che questa situazione poco edificante finirà per penalizzare l’immagine di Sassari. «Sia ben chiaro, un periodo di riposo dalle attività lavorative, è sacrosanto per dipendenti e titolari di impresa, ma un ragionamento condiviso tra amministrazione e attività produttive, dovrebbe convergere per trovare soluzioni adeguate a garantire un presidio minimo di servizi in città e soprattutto nel centro storico. Ora, se le attrazioni quali museo e monumenti, sono chiusi al pubblico in questo periodo (ma anche in altri periodi dell’anno) è chiaro che c’è qualcosa da modificare sull’organizzazione dell’accoglienza turistica. Non bastano i proclami e i comunicati stampa – aggiunge il presidente di Confesercenti Nord Sardegna – che annunciano un estate sassarese piena di eventi che il Comune dice di essere riuscito a organizzare a tempo di record, in collaborazione con il mondo della cultura del territorio, dal 24 giugno fino a metà settembre, se poi si lasciano gli eventuali turisti senza i servizi essenziali. Tanto varrebbe – conclude Giuseppe Boccia in modo sarcastico – organizzare una “caccia al tesoro” con premi allettanti quali ad esempio una bottiglietta d’acqua fresca o un ingresso in una toilette pulita». (andr.mass.)

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