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La festa

A Nulvi e Ploaghe le “uscite” dei candelieri tra devozione e tradizione

di Mauro Tedde
A Nulvi e Ploaghe le “uscite” dei candelieri tra devozione e tradizione

Nel paese dell’Anglona tutto pronto per Sa Essida di Sos Messajos, Sos Mastros e Sos Pastores

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Nulvi. Quasi in contemporanea alla Faradda di Sassari a Nulvi, da secoli, si svolge un’analoga ed altrettanto affascinante ricorrenza: Sa Essida dei candelieri di Nulvi, in programma oggi giovedì 14 agosto. Sebbene diversi nel numero - i candelieri di Nulvi sono tre, quello dei Sos Messajos, de Sos Mastros e de Sos Pastores - e nella forma i tre grandi ceri hanno la stessa funzione quella cioè di rappresentare uno straordinario dono alla Madonna dell’Assunta, madre dell’Uomo-Dio.

Le bandierine colorate (con i tre colori dei candelieri) lungo il percorso, il via vai inconsueto in tutto il paese e in particolare attorno alla chiesa di San Filippo e alla parrocchiale dell'Assunta, gruppi di forestieri e di nulvesi tornati in paese per ferragosto, una gioiosa aria di festa annunciano che a Nulvi oggi è il giorno de Sa Essida.

Un giorno importante per questo antico centro dell'Anglona, atteso e unificante, nel quale fede, tradizione e identità si fondono per dar vita ad un momento magico, un lungo momento che dal primo pomeriggio dura sino all'imbrunire, che tiene tutti con il fiato sospeso, che commuove e consola gli animi, che fa tornare indietro nei secoli e guardare verso il futuro.

Sa Essida è questo e i tre grandi ceri ogni anno ne sono testimoni. Con la loro  maestosità e il loro antico significato ricco di simbolismi. Fede, impegno, fatica, sudore, rituali antichi, canti ed invocazioni, coscienza e responsabilità di una comunità che rinnova così il suo voto secolare alla sua amata patrona, la Vergine Assunta. Ogni anno, il 14 agosto il paese si ferma perché dalla chiesa che li ha custoditi tutto l'anno escono i tre grandi ceri, vestiti a festa dai comitati e dai gremi de sos Messajos, sos Mastros e sos Pastores. Vengono letteralmente estratti attraverso il portone dell'oratorio di San Filippo e portati davanti alla parrocchiale perché tutti li vedano nella loro antica bellezza.

Mani esperte assemblano le due componenti ed attendono il segnale per la partenza. Questo arriva con la benedizione e il canto dell'Ave Maris Stella che danno il via alla folle corsa. Decine di portatori si alternano sotto le stanghe nelle alzate e nel faticosissimo trasporto lungo il percorso storico che disegna un grande anello attorno alla chiesa. Ripide salite, stretti vicoli, discese impegnative, lunghi tratti con i tre giganti che, fra due ali di folla festante, “ballano” pericolosamente sulle spalle dei portatori perché la fatica sia ancora più dura, il sacrificio più significante, la devozione più vera e sentita. Poi le soste, le foto di rito e infine l'ingresso trionfale in chiesa dove vengono disposti come una gigantesca corona attorno alla Madonna dormiente che la proteggerà per tutto l'Ottavario.

Ploaghe. Non alla vigilia, come avviene a Sassari e a Nulvi, ma il giorno della festa dell’Assunta, domani 15 agosto, anche Ploaghe (così come Iglesias) fa “uscire” i suoi due bellissimi candelieri ad accompagnare la solenne processione di Ferragosto. Si tratta però della terza delle quattro uscite che i due ceri dei Pastori e degli agricoltori compiono durante l’anno. Le altre si fanno il giorno del Corpus Domini il giorno della sua Ottava, mentre l’ultima si tiene all’Ottava dell’Assunta. Dopo la cerimonia de Su manzanu de sas bandelas i due ceri vengono allestiti e abbelliti a fianco della gradinata della casa parrocchiale e preparati per sa essida. Nel pomeriggio sos de sutta li conducono in corteo lungo un percorso in vari punti del paese per attendere il momento di ricongiungersi alla processione, dopo la messa. Alla fine di corso Spanu i due cortei ora ricongiunti percorrono il tratto finale sino alla piazza San Pietro.

Al passaggio della Vergine i due ceri fanno un inchino in segno di devozione e accompagnano il suo ingresso nella chiesa parrocchiale. Successivamente i portatori si esibiscono in spettacolari coreografie e balli con i candelieri sulle spalle e con frequenti inchini sulla folla dei fedeli così che possano toccarli e farne un dono alla Madonna di Ferragosto. Alla fine i due ceri entrano in chiesa e vengono disposti nelle cappelle.

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