Dina Tilocca ha spento 78 candeline, è la donna con sindrome di Down più longeva d’Italia
Alghero in festa per la sua concittadina: una torta e tanto amore nella casa di riposo Sant’Agostino
Alghero Un compleanno davvero speciale quello festeggiato da Bernardina Tilocca, per tutti semplicemente Dina, che lo scorso 3 gennaio ha compiuto 78 anni circondata dall’affetto dei suoi familiari e dall’attenzione premurosa degli operatori della casa di riposo Sant’Agostino di Alghero, dove vive da tempo.
Un traguardo importante non solo dal punto di vista personale, ma anche per il valore simbolico che porta con sé: Dina si conferma infatti come la donna con sindrome di Down più longeva d’Italia. Un primato che, seppur non certificato ufficialmente, trova riscontro nelle ricerche effettuate dai familiari.
«Non abbiamo una certezza assoluta – spiegano i fratelli – ma dalle notizie e dai dati che siamo riusciti a reperire sul web, dovrebbe essere proprio lei la più longeva nel nostro Paese». Un risultato che assume un significato ancora maggiore se si considera che l’aspettativa media di vita delle persone con sindrome di Down si aggira oggi tra i 60 e i 65 anni, grazie ai progressi della medicina e a una maggiore attenzione all’assistenza sanitaria.
A livello mondiale, la persona con sindrome di Down più longeva conosciuta sarebbe una donna di 79 anni che vive nel Devon, nel Regno Unito, un dato che collocherebbe Bernardina a pochissima distanza dal primato assoluto.
Nata in una famiglia numerosa, seconda di quattro figli, Dina ha celebrato il suo compleanno con una festa nell’istituto gestito dalle suore Mercedarie, dove non sono mancati sorrisi, applausi e una torta. Un momento di gioia condivisa che ha coinvolto ospiti, operatori e religiose, testimoni di un legame costruito nel tempo e fondato su cura e quotidianità.
Figlia di Giuseppina Carta, scomparsa prematuramente, Dina sembra aver ereditato una straordinaria longevità dal padre Giovanni venuto a mancare il 9 marzo del 2014 all’età di 100 anni e due mesi. Un’eredità genetica, ma anche una storia di vita fatta di attenzioni, stabilità e relazioni affettive che hanno probabilmente contribuito al suo benessere. (nadia cossu)
