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Allarme a Sassari, il rifugio delle Suore poverelle rischia di chiudere: la richiesta di aiuto

di Luca Fiori
Allarme a Sassari, il rifugio delle Suore poverelle rischia di chiudere: la richiesta di aiuto

La struttura in viale Dante è da molti anni un riferimento per donne e bambini in difficoltà

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Sassari Da oltre ottant’anni rappresenta un punto di riferimento per il quartiere di San Giuseppe e per l’intera città. Oggi, però, la casa delle Suore Poverelle di Bergamo, in viale Dante, rischia di chiudere i battenti, lasciando senza risposta decine di donne e bambini in condizioni di fragilità. L’allarme arriva da residenti, volontari e fedeli della parrocchia, che chiedono l’intervento delle istituzioni per evitare quella che definiscono «una grave perdita sociale e umana per Sassari». Secondo quanto denunciato dai parrocchiani, dal mese di maggio nella casa di viale Dante non è più consentito accogliere, nuove utenti. Una decisione che sta già producendo effetti concreti, le richieste di aiuto continuano ad arrivare, ma non possono più trovare risposta all’interno della struttura. «La casa deve rimanere aperta – sostengono i promotori della mobilitazione – perché rappresenta un presidio fondamentale per le mamme che cercano un luogo sicuro, per sé e i propri bambini, dove ricominciare. Per le donne che quotidianamente bussano alla porta in cerca di sostegno e per tutto il quartiere che da decenni beneficia del lavoro e del sostegno anche spirituale e morale delle religiose».

Alla base della vicenda ci sarebbe un progetto che, secondo quanto riferito dai residenti, prevede l’utilizzo dell’immobile per finalità differenti di quelle esercitate finora. Una prospettiva che sta alimentando preoccupazioni e interrogativi tra i cittadini, che chiedono chiarezza sul futuro dell’edificio e soprattutto sulla sorte del servizio di accoglienza, finora garantito alle donne fragili dalla casa-rifugio delle Poverelle di Bergamo.

La presenza delle Suore Poverelle a Sassari affonda le radici negli anni Quaranta. Nel dopoguerra le religiose si dedicarono all’assistenza degli orfani della Brigata Sassari e nel corso dei decenni, hanno continuato a operare anche nel settore dell’istruzione istituendo una scuola Materna attiva fino ai primi anni degli anni 90 ospitata nel villino Ricci.

In viale Dante le suore hanno offerto accoglienza e assistenza a donne in difficoltà dal 1995 e a donne anziane fino al 2006. Negli anni le Poverelle di Bergamo hanno, costruito una rete di solidarietà riconosciuta da generazioni di sassaresi. «Non si tratta soltanto della chiusura di una struttura – spiegano i promotori dell’iniziativa – ma della perdita di un patrimonio umano, sociale e spirituale che appartiene all’intera comunità».

La vicenda è condivisa anche dalla parrocchia di San Giuseppe. Il parroco don Tonino Canu segue con attenzione l’evolversi della situazione e ritiene «urgente aprire un confronto pubblico che coinvolga cittadini, amministrazione comunale, servizi sociali e tutte le realtà interessate». Nei prossimi giorni potrebbe partire una mobilitazione del quartiere per chiedere che nella casa di viale Dante le suore Poverelle continuino a svolgere la missione di accoglienza.

L’obiettivo è evitare che un presidio storico di solidarietà venga cancellato senza che siano state valutate tutte le possibili alternative. Intanto resta una domanda che molti cittadini si pongono, dove andranno le donne e i bambini che fino a oggi trovavano rifugio dietro quella porta di viale Dante?

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