Sassari, appello di 5 associazioni per un detenuto palestinese: «Sta male e non può curarsi»
Al-Bustanji Riyad è stato arrestato a dicembre su ordine della procura di Genova con l’accusa di aver raccolto fondi per finanziare Hamas
Sassari Cinque associazioni sarde lanciano l’allarme per le condizioni di Al-Bustanji Riyad Abdelrahim Jaber, detenuto nel carcere di Bancali nel settore di Alta Sicurezza 2 con l’accusa di aver organizzato insieme ad altre 8 persone una rete dedicata al finanziamento delle attività di Hamas.
L’appello firmato da Culleziu contra a la Gherra, Giovani Palestinesi Sardegna, Amicizia Sardegna-Palestina, Associazione dei Palestinesi in Italia, Unigcom e Unica per la Palestina respinge le accuse formulate a dicembre dalla procura di Genova nei confronti dell’imam 60enne, palestinese di nazionalità giordana, e riporta le preoccupazioni dei famigliari contenute in una lettera inviata agli avvocati del detenuto.
I famigliari raccontano che Al-Bustanji «soffre di frequenti crisi diabetiche, e non riceve tempestivamente il cibo o i farmaci necessari, nonostante la sua condizione clinica non consenta alcun ritardo o omissione nelle cure» e che il 60enne non starebbe ricevendo cure per le patologie alla prostata di cui soffre.
Nella lettera si fa riferimento anche alle altissime temperature all’interno del carcere di Bancali e al taglio delle occasioni di comunicazione del detenuto con i suoi famigliari.
«Chiediamo alla politica sarda, alla garante dei detenuti della Sardegna Irene Testa, alle istituzioni giudiziarie che vengano accertate le condizioni di Riyad Al-Bustanji e che vengano migliorate immediatamente» si conclude la lettera.
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