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Addio a Jack Brabham una leggenda dei motori

Aveva 88 anni, è stato l’unico a vincere un mondiale con un’auto autoprodotta Le sue vetture hanno scritto pagine indimenticabili nella storia della Formula 1

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SASSARI. Sir John Arthur Brabham, Jack per amici ed appassionati di corse, se n'è andato ad 88 anni, nella sua casa sulla Gold Coast in Australia, vinto da una malattia al fegato. «Sono triste nell’apprendere la sua morte, è stato un grande australiano», ha dichiarato il presidente della Federazione automobilistica australiana Ron Walker. Brabham è stato l’unico pilota nella storia della Formula Uno capace di vincere un mondiale con una macchina da lui stesso costruita e progettata.

Con lui si chiude una pagina di storia della Formula 1, alla quale era giunto spinto dalla passione per i motori che l'aveva portato a diventare meccanico della Royal Australian Air Force. È stato l'unico capace di vincere tre mondiali prima come pilota, poi da costruttore: nel '59 e '60 con la scuderia Cooper e nel '66 al volante della monoposto che portava il suo nome. Il primo titolo, arrivato in modo del tutto inattesa (il grande favorito era l'inglese Stirling Moss) ha dell'epico nel suo epilogo, degno di una sceneggiatura hollywoodiana. A 800 metri dal traguardo dell'ultimo giro del gran premio degli Stati Uniti, sul circuito di Sebring, Brabham è in testa quando il motore della sua Cooper Climax ammutolisce. È finita la benzina, ma “Black” Jack non si perde d'animo. Scende e da solo (pena squalifica) a spinta percorre gli ultimi 100 metri di pista tagliando il traguardo al quarto posto. Quanto basta per laurearsi campione del mondo con quattro punti di vantaggio su Tony Brooks e 5,5 su Moss.

Si ripete nel '60, ammazzando la concorrenza con una serie di cinque vittorie consecutive. Nel 1962 decide che sono maturi i tempi per mettere a frutto l'esperienza accumulata e realizzare una vettura propria, con l'aiuto dell'amico e socio Ron Tauranac, progettista del telaio, anche lui australiano. Ci vorranno sette anni per vincere il terzo Mondiale e divenire il primo pilota iridato con una macchina autoprodotta, la Brabham BT19. Nel 1966 arriva anche il titolo costruttori, bissato l'anno successivo. In carriera prese parte a 126 Gran premi tra il 1955 ed il 1970, collezionando 14 primi posti (l'ultimo in Sudafrica), 31 podi e 13 pole.

Negli anni seguenti le vetture della scuderia Brabham saranno guidate da piloti come Hill, Lauda, Piquet, Patrese, Elio De Angelis, che nel 1986 - al volante di una BT55 - perderà la vita sul circuito Paul Ricard di Le Castellet, durante una sessione di prove.

La fine dell’avventura arriva però nel 1992: in crisi di risultati e ormai quasi senza sponsor, la bancarotta strangola una delle più grandi scuderie nella storia della Formula 1, rilevata - nel '72 - da un certo Bernie Ecclestone, più tardi tra i fondatori della Foca.

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