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Vent’anni dopo è ancora Marilisa

Vent’anni dopo è ancora Marilisa

Nell’albo d’oro dei campionati sardi di tennis ricompare il nome della Sgarella, già vincitrice nel 1994

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SASSARI. Il “miracolo di Marilisa” e una storia infinita che nel tennis dura dalla bellezza di 44 puntate. Quarantaquattro come gli anni compiuti nel 2014 dalla Sgarella, autentica protagonista dei campionati sardi-Trofeo Banca Carige Italia, disputati nell’accogliente cornice del Terranova a Olbia sotto la regia del presidentissimo Alessandro Masala e conclusisi per la portacolori della Torres con un titolo e mezzo in bacheca (finale nel singolare e vittoria nel doppio femminile) che ha dello straordinario perchè non ha uguali nella storia quasi settantennale della massima rassegna regionale. Ma non basta. Marilisa Sgarella infatti ha vinto nuovamente il titolo sardo di doppio femminile dopo la bellezza di venti anni, visto che aveva trionfato in coppia con la cagliaritana Patrizia Mirtillo nell’edizione disputata sui campi dell’Acquedotto nel lontano 1994.

L’exploit della giocatrice rossoblù è ancora più fantastico se si dà uno sguardo alla carta d’identità delle avversarie battute alla Cittadella Sportiva. Al primo turno Marilisa ha eliminato l’olbiese Ludovica Mazzucchelli per 6-1; 6-2, più giovane di lei di 29 anni, poi ha continuato il suo grande festival imponendosi sulla nuorese Barbara Dessolis (nata addirittura nel 2000, cioè più giovane di 30 anni) e sulla ventisettenne cagliaritana Francesca Rocca (che tradotto in cifre significa 17 anni in meno). Sconfitta, invece, con l’onore delle armi e con tanti rimpianti con la neo campionessa sarda, la cagliaritana Elisa Idini, età 19 anni, vale a dire meno 25 rispetto alla Sgarella.

L’impresa di Marilisa (figlia d’arte considerato che il padre Giovanni è stato un apprezzato giocatore di Terza categoria, ma anche sorella d’arte grazie ai fratelli Gianni e Federico, quest’ultimo attualmente nello staff tecnico del club intitolato ad Antonio Bozzo, che in anni diversi sono saliti alla ribalta regionale) è confermata dal fatto che nell’albo d’oro degli assoluti sardi non figurano giocatrici di età superiore ai 30 anni. E c’è di più: anche nei campionati sardi di Terza categoria la sassarese è arrivata fino alla finale dove si dovuta arendere alla compagna di circolo, la ploaghese Rosabianca Satta, un’altra poulain visto che tra lei (classe 1997) e Marilisa ci sono qualcosa come 27 anni di differenza.

«Qual è il segreto di questa longevità? _ ha detto sotto voce la neo campionessa regionale di doppio e vice campionessa di singolare_ Nessun segreto, soltanto la passione di giocare e di allenarmi (soprattutto all’ora di pranzo) con divertimento senza accusare fatica. Forse mi ha dato una mano il fatto di essere cresciuta in una famiglia di tennisti. Nonostante l’età, mi sento ancora giovane e mi piace confrontarmi in allenamento con ragazzi e ragazze. Le Under 12 della Torres hanno fatto un tifo matto per me e quando sono rientrata a Sassari sono stata sommersa da cori e applausi che mi hanno commossa».

«Se ho qualche rammarico per la finale persa? _ così ha concluso Marilisa Sgarella _ Forse mi ha bloccato l’emozione nelle fasi decisive dell’incontro, quando in entrambi i set ho avuto due palle break per portarmi in parità sul 4-4. Ma ormai è acqua passata e sono contenta per una stagione che a fine dicembre mi porterà al primo gradino della Terza categoria (da 3.2 a 3.1). Una soddisfazione che non ha età e che in un 2015 stracolmo di belle promesse dovrebbe portare la “tennista della porta accanto” (è un vocabolo che calza a pennello alla campionessa sassarese) nell’hit parade del tennis regionale, uno sport duro ma altrettanto piacevole e denso di emozioni, che in Sardegna ha, però, sempre voltato le spalle alle giocatrici oltre i 30 anni. Eccezion fatta, naturalmente, per la nostra protagonista, ancora lontana, molto lontana dall’idea di dover appendere al chiodo la tanto amata racchetta.

Raimondo Angioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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