L’Italia rompe l’incantesimo con Biraghi
Nations League: un gol del difensore evita agli azzurri la retrocessione nella B e condanna la Polonia. Barella protagonista
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POLONIA0
ITALIA1
POLONIA (4-3-1-2): Szczesny 7, Bereszynski 6, Glik 6, Bednarek 5.5, Reca 5.5 (42' st Jedrzejczyk sv), Szymanski 5.5 (1' st Grosicki 6), Goralski 5.5, Linetty 5.5 (1' st Blaszczykowski 6.5), Zielinski 6, Milik 6, Lewandoswki 6 (12 Dragowski, 22 Fabianski, 2 Pietrzak, 4 Olkowski, 10 Frankowski, 17 Kadzior, 19 Kaminski, 21 Kurzawa, 23 Piatek) All.: Brzeczek 5.5.
ITALIA (4-3-3): Donnarumma 7, Florenzi 6.5 (39' st Piccini sv), Bonucci 6.5, Chiellini 6.5, Biraghi 7.5, Verratti 6.5, Jorginho 6.5, Barella 6.5, Chiesa 6.5, Insigne 6, Bernardeschi 6.5(35' st Lasagna )(1 Sirigu, 12 Perin, 4 Criscito, 13 Acerbi, 5 Bonaventura, 18 Gagliardini, 7 Pellegrini, 11 Berardi, 17 Immobile, 21 Giovinco). All.: Mancini 7.
ARBITRO: Skomina (Slovenia) 6.5.
RETI: nel st al 47' Biraghi.
NOTE: angoli: 7-1 per l'Italia. Recupero: 0 e 3'; ammonito Jorginho.
CHORZOV
Bentornata Italia. Dopo oltre un anno senza vittorie in partite ufficiali, la nazionale ritrova il successo pieno - 1-0 in casa della Polonia - e soprattutto gioco e sorriso. Alla vigilia della visita al Quirinale da Mattarella per celebrare i 120 anni della Figc, la nazionale di Mancini festeggia il risultato che le evita la retrocessione nella serie B della Nations League. E lo fa con una prestazione brillante in casa di una nazionale di spessore, macchiata per novantadue minuti da troppi errori sottoporta ma premiata al 93' dal primo gol azzurro di Biraghi, che lo dedicherà a Davide Astori.
È una scommessa vinta da Mancini, non solo perché l'autore del gol che infrange il tabù vittoria è scelta netta del ct. Il tecnico ha rischiato confermando un'Italia con tre attaccanti, ma senza centravanti, e ha stupito quando dovendo mettere peso al centro dell'attacco invece di Immobile ha spedito dentro Lasagna. Che poi la spizzata di testa per il tap in insperato di Biraghi sia stato proprio della punta dell'Udinese, è coincidenza fortunata e poco più.
L'1-0 condanna una Polonia dominata (sette le occasioni sprecate dagli azzurri) alla B e lascia all'Italia ancora una chance di vincere il girone: se la giocherà il 17 novembre a San Siro, contro il Portogallo, a meno di ripensamenti ancora privo di Ronaldo. E se l'Italia sarà la stessa di stasera, magari più concreta, pensare che da Chorzow sia cominciata una nuova era azzurra è possibile.
A Chorzow, Mancini sceglie di confermare il modulo senza centravanti provato contro l'Ucraina: la risposta è brillante come nel primo tempo di Genova. Il movimento di Insigne, Chiesa e Bernardeschi sulle fasce mette in crisi la difesa della Polonia, incapace di ripartire per innescare la coppia di centravanti Milik-Lewandoski (con Piatek in panchina, per contrappasso alla crisi del gol azzurra). Barella gioca con personalità ma dinamismo e palleggio del centrocampo azzurro fanno da cerniera e rilanciano di continuo l'azione. E infatti il primo tempo scorre con una sequenza di occasioni azzurre. Sfortuna, imprecisioni, mancati inserimenti da dietro e parate di Sczeszny, tanti i motivi del risultato che non si sblocca. La traversa trema sulla botta di Jorginho dopo soli 2', è il rumore di un primo tempo tutto all'attacco. Alla mezzora esatta è ancora la traversa a fermare l'Italia, stavolta su botta di Insigne.
La Polonia nella ripresa passa al 4-4-2 e aggredisce, e al 12' va vicina al vantaggio Ma è la palla messa da Biraghi sulla testa di Bernadeschi a rappresentare lo spreco azzurro più clamoroso della serata. Al 92' sull'ultimo angolo arriva il gol liberazione. Biraghi scarica in porta pallone, nubi, pensieri cupi e tabù.
ITALIA1
POLONIA (4-3-1-2): Szczesny 7, Bereszynski 6, Glik 6, Bednarek 5.5, Reca 5.5 (42' st Jedrzejczyk sv), Szymanski 5.5 (1' st Grosicki 6), Goralski 5.5, Linetty 5.5 (1' st Blaszczykowski 6.5), Zielinski 6, Milik 6, Lewandoswki 6 (12 Dragowski, 22 Fabianski, 2 Pietrzak, 4 Olkowski, 10 Frankowski, 17 Kadzior, 19 Kaminski, 21 Kurzawa, 23 Piatek) All.: Brzeczek 5.5.
ITALIA (4-3-3): Donnarumma 7, Florenzi 6.5 (39' st Piccini sv), Bonucci 6.5, Chiellini 6.5, Biraghi 7.5, Verratti 6.5, Jorginho 6.5, Barella 6.5, Chiesa 6.5, Insigne 6, Bernardeschi 6.5(35' st Lasagna )(1 Sirigu, 12 Perin, 4 Criscito, 13 Acerbi, 5 Bonaventura, 18 Gagliardini, 7 Pellegrini, 11 Berardi, 17 Immobile, 21 Giovinco). All.: Mancini 7.
ARBITRO: Skomina (Slovenia) 6.5.
RETI: nel st al 47' Biraghi.
NOTE: angoli: 7-1 per l'Italia. Recupero: 0 e 3'; ammonito Jorginho.
CHORZOV
Bentornata Italia. Dopo oltre un anno senza vittorie in partite ufficiali, la nazionale ritrova il successo pieno - 1-0 in casa della Polonia - e soprattutto gioco e sorriso. Alla vigilia della visita al Quirinale da Mattarella per celebrare i 120 anni della Figc, la nazionale di Mancini festeggia il risultato che le evita la retrocessione nella serie B della Nations League. E lo fa con una prestazione brillante in casa di una nazionale di spessore, macchiata per novantadue minuti da troppi errori sottoporta ma premiata al 93' dal primo gol azzurro di Biraghi, che lo dedicherà a Davide Astori.
È una scommessa vinta da Mancini, non solo perché l'autore del gol che infrange il tabù vittoria è scelta netta del ct. Il tecnico ha rischiato confermando un'Italia con tre attaccanti, ma senza centravanti, e ha stupito quando dovendo mettere peso al centro dell'attacco invece di Immobile ha spedito dentro Lasagna. Che poi la spizzata di testa per il tap in insperato di Biraghi sia stato proprio della punta dell'Udinese, è coincidenza fortunata e poco più.
L'1-0 condanna una Polonia dominata (sette le occasioni sprecate dagli azzurri) alla B e lascia all'Italia ancora una chance di vincere il girone: se la giocherà il 17 novembre a San Siro, contro il Portogallo, a meno di ripensamenti ancora privo di Ronaldo. E se l'Italia sarà la stessa di stasera, magari più concreta, pensare che da Chorzow sia cominciata una nuova era azzurra è possibile.
A Chorzow, Mancini sceglie di confermare il modulo senza centravanti provato contro l'Ucraina: la risposta è brillante come nel primo tempo di Genova. Il movimento di Insigne, Chiesa e Bernardeschi sulle fasce mette in crisi la difesa della Polonia, incapace di ripartire per innescare la coppia di centravanti Milik-Lewandoski (con Piatek in panchina, per contrappasso alla crisi del gol azzurra). Barella gioca con personalità ma dinamismo e palleggio del centrocampo azzurro fanno da cerniera e rilanciano di continuo l'azione. E infatti il primo tempo scorre con una sequenza di occasioni azzurre. Sfortuna, imprecisioni, mancati inserimenti da dietro e parate di Sczeszny, tanti i motivi del risultato che non si sblocca. La traversa trema sulla botta di Jorginho dopo soli 2', è il rumore di un primo tempo tutto all'attacco. Alla mezzora esatta è ancora la traversa a fermare l'Italia, stavolta su botta di Insigne.
La Polonia nella ripresa passa al 4-4-2 e aggredisce, e al 12' va vicina al vantaggio Ma è la palla messa da Biraghi sulla testa di Bernadeschi a rappresentare lo spreco azzurro più clamoroso della serata. Al 92' sull'ultimo angolo arriva il gol liberazione. Biraghi scarica in porta pallone, nubi, pensieri cupi e tabù.
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