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Che bella Italia, le manca solo la parola gol

Che bella Italia, le manca solo la parola gol

Gli azzurri giocano una gara d’attacco, sono imprecisi davanti alla porta ma restano in testa al girone della Nations League

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POLONIA0

ITALIA0

POLONIA (4-2-3-1): Fabianski, Kedziora, Glik, Walukiewicz, Bereszynski, Krychowiak, Moder, Szymanski, Klich (25' st Milik), Jozwiak (37' st Karbownik), Lewandowski (37' st Linetty) (1 Szczesny, 12 Skorupski, 2 Bochniewicz, 5 Czerwinski, 6 Goralski, 11 Grosicki, 13 Reca, 17 Kadzior, 23 Piatek). All.: Brzeczek.

ITALIA (4-3-3): Donnarumma, Florenzi, Bonucci, Acerbi, Emerson, Barella (33' st Locatelli), Jorginho, Verratti, Chiesa (25' st Kean), Belotti (38' st Caputo), Pellegrini (38' st Berardi) (1 Sirigu, 23 Cragno, 2 D'Ambrosio, 3 Chiellini, 4 Spinazzola, 5 Cristante, 12 Sensi, 17 Immobile). All.: Mancini.

ARBITRO: Sanchez Martinez (Spa).

NOTE: Angoli: 9 a 4 per l'Italia Recupero: 1' e 3'. Ammoniti: Bereszynski, Kedziora, Belotti e Acerbi per gioco falloso.

POZNAN

Poche occasioni, se non nel finale, e tanti errori tecnici da una parte e dall’altra. L’Italia di Mancini strappa un solo punto nell’impegno di Danzica contro la Polonia (0-0) che comunque le consente di restare in testa al Gruppo 1 di Nations League a +1 sull’Olanda e sulla nazionale di Lewandowski. Chiesa titolare, Immobile in panchina: ma a rimpiazzare Belotti nella ripresa è stato Ciccio Caputo, chissà che le gerarchie del ct azzurro non siano cambiate.

Acerbi insieme a Bonucci, Chiesa e Pellegrini nel tridente offensivo insieme a Belotti e non Immobile. Tante le novità varate dal ct Mancini per la sfida di Danzica con l’ultimo colpo del mercato bianconero che va subito a un passo dal vantaggio: cross di Belotti dalla sinistra, Chiesa spunta alle spalle di Bereszynski ma manda incredibilmente sopra la traversa. La perfetta diagonale di Emerson Palmieri toglie a Lewandowski la ghiottissima occasione dell’1-0, poi sono ancora Chiesa e Pellegrini a rendersi pericolosi in una gara piena di errori tecnici per le non ottimali condizioni del campo.

Il pressing dell’Italia sale con il passare dei minuti, si fa più vivo nella ripresa e dai piedi di Chiesa nasce la chance che potrebbe regalare il vantaggio a Mancini: il suo assist per Emerson è con il contagiri, il colpo di testa in tuffo del terzino del Chelsea non va però a buon fine ed esce di pochissimo.

Il neo juventino lascia il posto a Kean al 70’, lo stesso minuto dell’ingresso in campo di Milik, un altro dei profili che ha tenuto banco in questa sessione di calciomercato. Lo spettacolo migliora nei minuti finali, quando Caputo - preferito a Immobile - viene mandato nella mischia con Berardi, che porta a casa uno degli ultimi sussulti con un mancino deviato in corner dalla difesa polacca. Acerbi compie il miracolo su Linetty, Locatelli non arriva sul traversone di Kean e cala il sipario su una partita che gli azzurri avrebbero comunque meritato di vincere per le occasioni create e per lo spirito con il quale hanno affrontato la trasferta.

Un altro passo avanti sul mpiano della personalità è stato fatto dagli azzurri. Pressing a tutto campo, ripartenze e tanta voglia di portare a casa la vittoria. L’impressione che si ha è di un’Italia che ha ormai una sua precisa fisionomia. Possono cambiare gli interpreti ma non il modo di affrontare le gare. La strada è quella giusta.

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