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Dinamo troppo incostante Venezia vince la sfida infinita

di Andrea Sini
Dinamo troppo incostante Venezia vince la sfida infinita

Al Taliercio ancora un bellissimo confronto tra i sassaresi di Pozzecco e la Reyer I biancoblù risalgono dal -10 ma non riescono a capitalizzare un ottimo terzo quarto

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Non c’è Reyer-Dinamo senza scintille, non c’è Venezia-Sassari senza suspense ed emozioni sino alla sirena. Stavolta al Taliercio va meglio agli orogranata di Walter De Raffaele, che superano i ragazzi di Gianmarco Pozzecco per 99-92 nella sfida tra le due prime inseguitrici della fuggitiva Milano.

Il grande rammarico. Vince Venezia, senza rubare nulla, dopo una gara condotta per quasi tutti i 40’, ma la Dinamo si mangia le mani perché con un pizzico di attenzione e fortuna in più avrebbe potuto fare il colpo. Brava a tenere botta quando le cose non giravano bene e la Reyer vedeva il canestro larghissimo (43-33 al 15’); bravissima a tirare su la testa con un terzo quarto di ottimo livello (dal 63-56 al 65-67), coraggiosa nel non mollare mai, sino alla fine (dall’89-77 al 93-90). Meno brava nel non sapere azzannare la preda nel momento opportuno, a cavallo tra il terzo e il quarto periodo, quando anziché capitalizzare la qualità di gioco nettamente migliore i biancoblù si sono spenti all’improvviso, concedendo un break di 14-2, poi risultato decisivo.

Una super sfida. Battaglia doveva essere e battaglia è stata, nel segno della continuità rispetto alle mille sfide di questi anni. Un’assenza per parte (Daye da una parte, Gentile dall’altra), un killer per ciascuna: Bramos per Venezia, autore di 28 punti con 6 triple, Bendzius per Sassari, con 29 e 9/10 al tiro. Sono loro i mattatori di un primo periodo nel quale i padroni di casa hanno qualcosa in più ma riescono a chiudere avanti (31-24) solo grazie a un break finale di 7-0.

Le oscillazioni. La difesa biancoblù è in forte difficoltà, Bramos e compagni puniscono ogni errore sia dall’arco che da dentro l’area, toccando il +10 (43-33). In attacco il motore va a singhiozzo, con Kruslin, Pusica e Burnell poco incisivi e la coppia Tillman-Bilan che ha i suoi bei grattacapi contro la fornitissima batteria di lunghi veneziana. Ci si mette anche Pozzecco, che si becca il solito fallo tecnico, pur con una bella fetta di ragione.

La riscossa. Va così allora che il -6 di metà gara (50-44) è in fin dei conti un affarone, soprattutto perché l’uscita dagli spogliatoi dei sassaresi è buona: Spissu e il solito Bendzius firmano subito il -1 (50-49), ma l’operazione sorpasso al momento sfuma per le troppe sbavature. La Reyer si apre e colpisce dalla media con Stone e ancora da lontanissimo con Bramos: 4’ dalla terza sirena i lagunari sono nuovamente a +7 (63-56), ed è qui che si vede il Banco migliore. Con Spissu in panchina, Burnell si accende all’improvviso segnando 8 punti di fila. Intanto la difesa regge e la tripla di Pusica sulla sirena dei 24” regala al Banco il sorpasso, 65-67 a 1’10”. Fotu chiude il break sassarese di 9-0, ma a fine periodo il tabellone dice 69-69. Arriva anche il momento di Treier, che diventa un fattore anche in attacco. Il Banco in questa fase gioca molto meglio ma non capitalizza e anziché accelerare all’improvviso si blocca.

La spallata decisiva. Venezia ringrazia, si riorganizza e dal 73-74 la Reyer scappa ancora via con tre triple, una di Tonut e due di Mazzola. L’attacco sassarese si inceppa, ci si mettono ancora di mezzo gli arbitri ma è l’ennesima prodezza di Bramos a mandare all’inferno il Banco, che a 4’ da fine gara si trova sotto di 12, (89-77), con un break di 11-0 sul groppone. Ed è sempre Bramos a infilare la tripla della staffa, la sesta della sua serata, che a 1’59” chiude di fatto i giochi, sul 92-79. La Dinamo però non è morta: la zone press frutta palle recuperate e punti rapidi, con Bilan che va a nozze e Bendzius che a 38” piazza la tripla del -3 (93-90). Venezia muove il punteggio dalla lunetta e sulla palla persa di Spissu la chiude sul 99-92, con il fallo tecnico e conseguente espulsione di Pozzecco che anima ulteriormente il finale di gara. Alla prossima.



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