La Dinamo ferita ora stacca la spina

Dopo la sconfitta choc in gara5 contro Venezia la società rimanda ogni decisione sul futuro di coach Pozzecco

INVIATO A VENEZIA. L’orgoglio per il percorso svolto in questi mesi come disinfettante su ferite ancora freschissime. I punti interrogativi sul futuro messi al momento da parte. Le vene aperte del Banco di Sardegna, nel giorno in cui la delusione inizia a sedimentare per diventare, presto o tardi, parte della storia di questa squadra.

Il cammino dei sassaresi di Gianmarco Pozzecco nei playoff 2020-’21 è durato lo spazio di otto giorni e cinque partite dall’intensità degna di una finale. Erano soltanto i quarti, e alla fine la legge dello sport ha premiato ancora una volta la Reyer Venezia, che per superare lo scoglio biancoblù e approdare in semifinale ha dovuto dare fondo a tutte le risorse possibili a livello fisico, mentale, tattico e – perché no – di buona sorte.

All’indomani del ko del Taliercio il club sassarese si è chiuso in un silenzio comprensibile, con la dirigente, il coach e i giocatori che hanno preferito non rilasciare ulteriori dichiarazioni oltre quelle a caldo dell’immediato dopo-gara. «Il basket è uno sport fantastico e crudele – ha detto tra le altre cose Pozzecco –, perché le partite non sono mai chiuse ma si possono decidere e cambiare in attimi. Sono straorgoglioso di quello che i miei ragazzi hanno fatto dal primo giorno di ritiro a luglio; io sono abituato, perché la mia vita è sempre stata così, vivo costantemente di situazioni stupende, improvvise e cocenti delusioni».

La prima domanda sul futuro biancoblù è naturalmente quella relativa al futuro del tecnico triestino. Gli scossoni dell’ultimo periodo hanno fatto sì che questi playoff rappresentassero una sorta di testamento finale di Pozzecco, ma la fine della sua intensa e a tratti tormentata storia d’amore con la Dinamo è ancora tutta da scrivere.

Lo scontro frontale con il presidente Stefano Sardara, la “squalifica” di dieci giorni comminatagli dalla società in un periodo chiave della stagione (tra la fine della regular season e l’inizio dei playoff), il ritorno in sella da gara2 in poi, la disputa di una grandissima serie, sino all’epilogo amaro di giovedì notte, sono tanti piccoli pezzi di un puzzle che va ancora completato. E le parole nettamente distensive pronunciate dallo stesso Sardara su queste colonne alla vigilia di Gara5 lasciano comunque aperto uno spiraglio. Il coach, come è noto, ha un altro anno di contratto, ma i ragionamenti sul suo futuro verranno approfonditi con tutta probabilità soltanto nelle prossime settimane.

Tra le varie opzioni sul tavolo – Demis Cavina, ora impegnato con i playoff di A2 con Torino, Jasmin Repesa, diretto però alla Fortitudo, e Travis Diener, possibilità emersa al momento solo in via teorica ma già vagliata in passato – l’idea di una conferma di Pozzecco resta remota ma non del tutto esclusa.

In bocca rimane il gusto al momento amarissimo, ma destinato a stemperarsi, per la chiusura “sconvolgente” di una stagione complicata ma nella quale la Dinamo ha ottenuto probabilmente il massimo rispetto alle proprie potenzialità. In dieci mesi nei quali è accaduto di tutto, tra Covid e infortuni, i biancoblù sono rimasti sempre saldamente nelle prime posizioni in campionato, hanno ottenuto la qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia, ai playoff di Champions League e a quelli per lo scudetto. Insomma, proprio così male non è davvero andata.

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