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L’Italia sette bellezze ha un sogno europeo

di Roberto Muretto
L’Italia sette bellezze ha un sogno europeo

Tutto facile con San Marino, domani la lista dei ventisei

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INVIATO A CAGLIARI. L'Italia sperimentale piace. Diverte e si diverte contro un avversario comodo. Il risultato (7-0) conta poco con gli ultimi del ranking mondiale. Un test che è servito a Roberto Mancini per avere le idee più chiare sulle caselle vuote da colmare nella lista dei 26 che il ct dovrebbe comunicare domani. Alessio Cragno spera di esserci ma non ci sono certezze. Il portiere del Cagliari ieri è stato promosso titolare. Anche se per un'amichevole può essere un indizio importante. Ma c'è il rovescio della medaglia. Potrebbe anche rivelarsi il "contentino" fargli giocare la prima da titolare nello stadio del "suo" Cagliari, per poi annunciargli l'esclusione in favore di Meret. Il commissario tecnico su questo è stato ermetico, non si è lasciato sfuggire nemmeno mezza parola, lasciando in sospeso una decisione che comunque a qualcuno lascerà l'amaro in bocca.

La partita. È un'Italia che comincia piano. Fa fatica a verticalizzare contro un avversario chiuso, coraggioso, volenteroso che mette l'anima per fare bella figura. La differenza è enorme tra le due squadre (Sam Marino è una buona quadra di serie C) ma nella prima mezz'ora non si vede. L'Italia ha il controllo del gioco ma è una supremazia sterile. Mancini è prodigo di consigli, sa che molti di questi ragazzi giocano insieme per la prima volta. La gara la sblocca Bernardeschi. Più concreto quando viene spostato al centro e Kean largo a destra, anche lui più a suo agio in quella porzione di campo, anche se fallisce l'occasione che il ct gli concede. Il raddoppio è di Ferrari (esordio con gol per lui). Piccoli accorgimenti del ct che rendono la manovra più fluida e imprevedibile. Cristante non convince del tutto nel ruolo di regista, forse giocando per molti mesi da difensore centrale nella Roma, ha perso un po' l'abitudine adettare i tempi di gioco.

Girandola. Diversi cambi nella ripresa. Il primo lo fa Mancini che toglie Kean, completamente fuori dal gioco e mette dentro Politano che segna dopo 4' il terzo gol, complice un pasticcio di Grandoni. La partita di Cragno, che non fa nemmeno una parata, duro poco più di un'ora. Viene sostituito da Meret. Mancini toglie anche Grifo per Belotti e Mancini per Di Lorenzo. E proprio Belotti che non segnava su azione da un'eternità, va a bersaglio dopo uno scambio con Bernardeschi. A segno ci va nche Pessina e subito dopo Politano (doppietta).

I sardi. Nicolò Barella (per lui passerella di 2’ nel finale) e Salvatore Sirigu si sono seduti in panchina. Riflettori su di loro, applauditi dai tanti ospiti sulle tribune. La bandiera dei Quattro Mori sventolerà grazie a questi due ragazzi ai Campionati Europei. Per Barella potrebbe essere la manifestazione che lo consacra ad alto livello. Il centrocampista dell'Inter quest'anno è stato inserito nella top 11 del campionato, è diventato campione d'Italia è ha dato un grande contributo ai nerazzurri per la conquista dello scudetto. Il suo sogno è vincere l'Europeo e Mancini lo considera una pedina fondamentale. Sirigu, invece, è nella parte finale della carriera. Per il portiere della Caletta, forse, potrebbe essere una delle ultime manifestazioni. Lui punta ad esserci anche al prossimo Mondiale ma la concorrenza è tanta. Ha davanti un mostro come Donnarumma ma non molla di un centimetro. Da buon sardo ha la testa dura. E se ci fosse una possibilità è sicuro che si farà trovare pronto. A bordo campo anche un altro sardo, Antonio Giua della sezione di Olbia, nel ruolo di quarto uomo.

Le emozioni dell'inno. Tutti quello dello staff azzurro, dai giocatori ai tecnici, ai dirigenti, lo hanno cantato con sentimento, con la mano sul cuore. E grande mozione si è percepita anche in tribuna tra i 500 "invitati" dalla Figc. Il vice di Varrella, commissario tecnico di San Marino, è Daniele Arrigoni, ex allenatore del Cagliari nei primi anni Duemila. Anche per lui un po' di emozione nel tornare nella città dove ha lavorato per qualche stagione. Non nello stadio che allora era in Sant'Elia, prossimo ad essere demolito.

L'Italia saluta. La Nazionale maggiore è tornata nell'isola dopo sedici anni. E' stata accolta benissimo, tanto che il ct ha detto di aver trovato il posto ideale per lavorare. L'auspicio è che passi meno tempo per rivedere gli azzurri in Sardegna. Succederà, soprattutto se nel frattempo il nuovo stadio del Cagliari sarà pronto. La promessa è quella che appena l'impianto sarà pronto, l'Italia tornerà per disputare una partita ufficiale e non una amichevole.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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