La Dinamo sfiora il colpaccio in casa della Virtus Bologna

Grandi progressi dei biancoblù, che restano sempre in partita e cadono solo all’overtime Nell’ultimo possesso le triple della vittoria di Devecchi e Logan rimbalzano sul ferro

INVIATO A BOLOGNA. Un pugno di mosche in mano, una marea di ottime sensazioni nella testa, oltre alla certezza che il trend è davvero cambiato. La Dinamo perde all’overtime in casa dei campioni d’Italia della Virtus Bologna, incassa la sesta sconfitta consecutiva in campionato e può letteralmente mangiarsi le mani, ma tutto il resto del bicchiere è pieno: di carattere, di cuore e anche di ottimo basket, giocato al cospetto di una corazzata imbottita di stelle.

Da mangiarsi le mani. Alla Segafredo Arena finisce 102-100 al termine di una sparatoria durata 45 minuti, con i biancoblù di Piero Bucchi sempre in partita, che negli ultimissimi secondi premono per due volte il grilletto ma sparano a salve: le triple della vittoria di capitan Devecchi e di Logan rimbalzano sul ferro e condannano il Banco a un ko amarissimo.

Lotta impari. La Virtus recupera Belinelli ma non ha a disposizione Mannion, perde alla prima azione Hervey e nel corso della gara anche Pajola e Cordinier. Ma la forza di fuoco delle Vu nere resta devastante e si traduce soprattutto in un dominio totale a rimbalzo (50-32) e in generale nel pitturato, dove Weems e compagni tirano con percentuali vicine al 65% (30/44) e mettono le tende in lunetta (35 tiri liberi tentati). Nel giorno dell’esordio di Robinson, che ha avuto un impatto straordinario, nel complesso però pesano di più l’assenza di Gentile (per una botta subita in allenamento) e l’uscita per cinque falli di Mekowulu e soprattutto Kruslin. In una contesa sulla carta impari, la Dinamo resta in partita grazie a un certo ordine nel gioco, al carattere dei titolari e alla faccia tosta dei panchinari, e soprattutto grazie alla fiducia ritrovata nel tiro da fuori, con Kruslin, Bendzius e Chessa a tratti devastanti.

Sempre in partita. Bucchi fa la scelta più scontata, tenendo fuori dai dodici Battle. L’assenza di Gentile costringe Logan a giocare per tanti minuti da play e a perdere progressivamente lucidità. Ma nonostante questo il Banco è in partita da subito, grazie alla mano incandescente di Bendzius e alla personalità del nuovo arrivato Robinson: nel primo tempo anzi il Banco raccoglie complessivamente meno di quanto avrebbe meritato. Dopo il 27-27 della prima sirena i sassaresi vanno sotto 41-34 ma reagiscono subito in maniera veemente, piazzano un break di 14-2 e a metà gara sono avanti di 2, 46-48. Ci sono anche protagonisti a sorpresa, come Chessa, che piazza tre bombe, e capitan Devecchi, che difende bene su Weems e poi su Belinelli.

Il bombardamento. Nel terzo periodo sale in cattedra Kruslin che piazza tre bombe in faccia a Teodosic e lancia il Banco a +7 (53-60). La Virus si scuote, Logan e Bendzius la ricacciano indietro ancora da oltre l’arco (61-68), poi arriva la reazione bolognese: Belinelli si accende e permette ai suoi di chiudere il terzo periodo sul 71-69. La squadra di Scariolo prova in tutti i modi a scappare via, la Dinamo stringe i denti e resta lì, galleggia tra il -2 e il -4, poi dopo l’88-83 riprende a marciare e riprende il match per i capelli, con Logan che fa 89-89 dalla lunetta a 10” dalla sirena.

L’overtime. Il tiro-partita di Teodosic è corto e si va all’overtime. Senza Kruslin e Mekowulu, la Dinamo raschia le energie dal fondo del barile. Devecchi inventa una bomba straordinaria, Robinson fa 95-95 e la gara è ancora tutta d a giocare. Sul 100-98 a 1’30” Robinson ha la palla della parità ma viene piallato, Teodosic prende in mano la situazione e fa 102-98 a 1’09”. Sembra finita, ancora una volta, ma dopo il timeout Burnell fa -2, Teodosic sbaglia da fuori e l’ultimo possesso è del Banco: Devecchi manda sul ferro, c’è il rimbalzo offensivo ma anche Logan sbaglia. Finisce 102-100, da mangiarsi le mani, ma il futuro adesso sembra molto meno scuro.

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