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La versione di Paolo Fresu di un brano inedito di Peter Gabriel, che lo ringrazia pubblicamente

La versione di Paolo Fresu di un brano inedito di Peter Gabriel, che lo ringrazia pubblicamente

Il post su Facebook del celebre artista britannico, amante dell'Italia e della Sardegna

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SASSARI. «A volte in tour ho suonato nuove canzoni prima che fossero finite. Penso che il processo possa essere interessante quanto il prodotto finale. What Lies Ahead è una canzone che ho sviluppato da una melodia che mio figlio Isaac stava suonando e non avevo ancora finito le parole quando l'ho eseguita in alcuni spettacoli. Sono rimasto molto sorpreso quando Paolo Fresu mi ha inviato una versione che aveva fatto con alcuni meravigliosi musicisti con cui stava lavorando. L'avevano portata in un altro territorio più jazz, ma era suonata con una tale sensualità che ho dato a Paolo il permesso di pubblicarla. Ha un cuore vero". Con queste parole Peter Gabriel ha condiviso su Facebook il video di Paolo Fresu in cui esegue questo brano. Ecco qua sotto il video.

Fresu, nel suo post scrive: «E’ nella primavera del 2014 che chiesi a Peter Gabriel di partecipare con un video alla campagna di raccolta fondi a favore degli alluvionati della Sardegna. Peter non solo raccolse immediatamente l’invito ma si scusò di averlo mandato tardivamente in quanto stava diventando nonno : ‘Ho perso la testa’ mi scrisse allora, come ci conoscessimo da sempre… La dimostrazione di una grande umanità, oltre che di un grande spessore artistico. Il 21 novembre dello stesso anno tenne un concerto all' Unipol Arena di Casalecchio di Reno alle porte di Bologna alla quale assistettero mia moglie Sonia Peana e il mio collaboratore Luca Devito . Lo raccontarono come uno spettacolo magnifico. Sobrio e poetico nel medesimo tempo. Con una ritmica d’eccezione che coinvolgeva Manu Katche e Tony Levin Official Page . Ma per tanto tempo mi raccontarono soprattutto del brano di apertura in cui Peter, con il suo pianoforte e con la sua inconfondibile voce, era accompagnato da una meravigliosa violoncellista oltre che dal contrabbasso. Il racconto era così avvincente che acquistammo il concerto di quella sera e diventò uno dei reiterati ascolti di quel periodo. Il brano iniziale si intitolava “What Lies Ahead”, una specie di corale sobrio e profondo che Peter definiva per le portate musicali successive condite con brani come “Don’t give up”, “Mercy Street”, “Daddy Long Legs” e “Biko”. Quando nel maggio del 2015 entrai in studio con Omar Sosa Music per il disco “Eros” proposi di registrare “What Lies Ahead” aggiungendo il violoncello di Piero Salvatori. Il brano non era nel programma delle registrazioni ne tantomeno Omar lo conosceva, ma quando glielo feci ascoltare al pianoforte impazzì di gioia. Solo dopo averlo registrato mi posi il problema di chiedere il permesso a Peter scoprendo che il brano, scritto da suo figlio Isaac, era inedito e mai stato registrato ma solo eseguito dal vivo in quel tour. Oggi “What Lies Ahead” è in un disco per noi fortunato dell'etichetta Tǔk Music che coinvolge in veste di ospiti anche Natacha Atlas Official, Jaques Morelenbaum e il Quartetto Alborada. Quale brano più sensuale e voluttuoso? Al tempo del coronavirus ho chiesto ancora a Peter Gabriel il permesso di poterlo registrare ancora una volta. A casa e da solo, utilizzando la base originale di allora e posizionandovi sopra una nuova tromba dopo cinque anni. Ciò che ci aspetta non lo sappiamo ma siamo coscienti del bisogno di vita e di comunione oltre che di sguardi e di carezze. Le mie di oggi sono in questa nuova versione. Quelle che Peter Gabriel ci ha scritto alcuni giorni fa e ad hoc le avete lette qui sopra. Paolo Fresu.»

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