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Buon gusto – Speciale Salumifici

Salumificio Bonesa di Ploaghe, dalla crisi della Genuina alla rinascita

di Enrico Gaviano
Salumificio Bonesa di Ploaghe, dalla crisi della Genuina alla rinascita

Salvatore Pilloni: «Siamo partiti con la lavorazione di 10 suini alla settimana, ora siamo a 50 e abbiamo sempre più prodotti sul mercato»

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Una storia di rinascita e di coraggio. Da un’azienda in crisi e sull’orlo della chiusura, e ripartita a Ploaghe un’attività in pieno sviluppo che sta conquistando sempre maggiori fette di mercato. Si tratta del salumificio Bonesa che è nato a ottobre del 2023 con l’acquisto de “La Genuina” da parte della famiglia Pilloni di Sanluri. Dalla crisi, e dal fallimento imminente, si è passati alla crescita impetuosa in poco più di due anni mantenendo la tradizione e migliorando la qualità dei prodotti dell’azienda nata dalla famiglia Salis, che ancora fa parte integrante del progetto e che vede il giovane Emanuele Salis nel ruolo di maestro norcino. Ora l’azienda del Sassarese sforna con la lavorazione di suini sardi, prosciutti, salami, salsiccia dardo, salami lunghi, guanciale, pancetta, testa in cassetta, e ancora mortadella condita con mirto e miele, il prosciutto arrosto, la porchetta, la lonza cotta e tante altre bontà. Insieme a questi, nello stabilimento alle porte di Ploaghe si lavorano anche carni bovine, di pecora (il formaggio prosciutto che si ricava è uno dei fiori all’occhiello dell’azienda) e di capra. Tutte le carni provengono da 250 allevamenti sardi.

«Siamo arrivati a Ploaghe - dice il patron di Bonesa Salvatore Pilloni, 73 anni e tanta voglia di mettersi sempre in gioco - perché ci piacciono le scommesse e perché nella vita bisogna porsi sempre nuovi obbiettivi. Dall’attività di distribuzione e vendita di profumi, alla cantina Su’Entu per proseguire con il ristorante Arieddas a Sanluri, pian piano abbiamo aperto nuove attività e raccolto tanti consensi. La Genuina era in pericolo, poteva chiudere i battenti e sarebbe stato un vero peccato per una produzione che si è sempre distinta per la sua qualità. La chiave del successo sul mercato - spiega Pilloni - nasce dalla scelta dei prodotti da lavorare. Noi utilizziamo solo suini sardi, nutriti a pascolo semibrado. La bontà dei salumi, non è certo un mistero, è legata strettamente al benessere degli animali e a quello che mangiano. Lo stesso discorso vale per gli altri ingredienti che servono a caratterizzare la nostra produzione. Tutto controllato meticolosamente».

I numeri testimoniano la crescita del salumificio. «Siamo partiti - ricorda Pilloni - con la lavorazione di 10 suini alla settimana. Ora siamo a 50 suini. La proiezione ci dovrebbe portare a 150 animali trattati nell’arco di sette giorni. Questo aumento ha avuto come primo effetto quello di avere più persone al lavoro: ora siamo a 13 dipendenti mentre sul mercato siamo presenti con un sempre maggior numero di prodotti. Commercializziamo con due marchi: quello Bonesa che entra nel circuito specializzato di hotel, ristoranti e catering, e quello La Genuina, che invece va nella grande distribuzione, e che salva il nome coniato dai Salis, da tre generazioni al lavoro nel settore. Siamo orgogliosi dei nostri prodotti. La mortadella ad esempio ha un sapore unico e ora stiamo entrando nei prodotti cotti a piccoli passi, per capire se i consumatori piacciono. I primi dati sono già molto positivi».

L’obiettivo è continuare a crescere. «Intanto abbiamo fatto un nuovo investimento di circa un milione di euro - ricorda Pilloni - per migliorare e adeguare alle esigenze lo stabilimento a cominciare dal rinnovo delle celle di stagionatura. Per quanto riguarda la distribuzione, siamo in espansione anche nel mercato italiano con entrambi i marchi Bonesa e La Genuina. Ed è davvero una bella soddisfazione e un ulteriore stimolo a continuare a fare del nostro meglio».

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