Anche i Contratti di fiume per tutelare il Calich

Alghero, l'assessore regionale al Lavori pubblici ha illustrato l'utilità di questo strumento di gestione nuovo per la Sardegna

ALGHERO. «I contratti di fiume sono un’opportunità per i territori e le comunità locali, che assumono un ruolo attivo nella gestione del patrimonio ambientale, creando le condizioni per farne un elemento di sviluppo socio-economico».

Parola dell’assessore regionale dei Lavori pubblici, Edoardo Balzarini, intervenuto due giorni al chiostro di San Francesco a un convegno sul tema. Nell’incontro sono state presentate le linee guida regionali sull’attivazione dei contratti di fiume, progetto di ricerca rientrante negli accordi di collaborazione tra Dipartimento di Architettura dell’Università di Sassari e Agenzia regionale del distretto idrografico. Lì la Sardegna si è confrontata con Ministero dell’Ambiente e Regione Lombardia, che sulla gestione di aree soggette a contratti di fiume è avanti. «Con le norme del Pai e del Piano di gestione del rischio di alluvioni, abbiamo fatto nostri gli obblighi nazionali e comunitari – ha detto Balzarini – i contratti di fiume semplificano e integrano strategie con il coinvolgimento dei privati, delle comunità locali, degli imprenditori e delle associazioni». Sullo stato di salute dell’area del Calich interviene anche il gruppo del Pd in consiglio comunale con una interrogazione di cui è rimo firmatario il consigliere Valerio Meloni. «La proliferazione massiva della flora che infesta lo stagno è un fenomeno frequente, che rende necessaria una costante azione di monitoraggio e lo stanziamento di risorse adeguate per gli interventi di pulizia». (g.m.s.)

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