Pulizia strade e aree verdi: pagherà ancora il Comune

Borore. I cantieri dei beneficiari del reddito di cittadinanza non sono attivi L’assessore Porcu: «Per intervenire dovremo impiegare fondi di bilancio»

BORORE. I cantieri per l’inserimento lavorativo dei beneficiari del Reddito di cittadinanza non sono ancora stati attivati e così il Comune di Borore, per il secondo anno consecutivo, sarà costretto a mettere mano al portafoglio. Tra i 25 e i 30 mila euro di denari pubblici dovranno essere impiegati per la pulizia di strade e aree verdi urbane.

«Una cifra importante che avremmo preferito dover destinare ad altri servizi», ammette con un pizzico di rammarico e contrarietà l’assessore al Bilancio, Alessandro Porcu. E se coloro che regolarmente ricevono il sussidio statale non saranno obbligati ad adoperarsi per il bene pubblico, l’intera comunità sarà invece costretta a farsi carico del pagamento di una ditta esterna che restituisca decoro al paese.

«In questo periodo bisogna intervenire per sradicare le erbacce. Il compito – sottolinea l’esponente della Giunta Carboni – verrà affidato a un’impresa dell’Oristanese». Il cantiere, partito martedì scorso, avrà la durata di 5 mesi. Durante queste 20 settimane, operai e mezzi dovranno ripulire 25 km di strade.

«Bisogna rendere accoglienti e vivibili centro e periferia. L’unica maniera, nell’immediato – spiega Alessandro Porcu – è quella di impiegare fondi di bilancio». Un modus operandi che ha sollevato non poche polemiche. Se da una parte c’è chi si appella alle direttive governative che, a distanza di tempo, non hanno ancora sortito gli effetti sperati sul piano occupazionale dei percettori del RdC, dall’altra c’è chi parla di vero e proprio scandalo. Di dispendio di risorse pubbliche che sarebbero potute servire per finanziare progetti e servizi utili alla popolazione. «Sono d’accordo – precisa l’assessore comunale al Bilancio – che le persone in difficoltà debbano essere sostenute e supportate anche finanziariamente, allo stesso tempo credo che sarebbe altrettanto giusto che chi possiede i requisiti fosse messo nelle condizioni di adoperarsi per il bene collettivo. Se è sacrosanto il diritto a ricevere un sussidio, deve essere sacrosanto anche il dovere di “restituire” attraverso un impegno quotidiano ciò che viene percepito».

Dopo l’esperienza dello scorso anno, la ditta esterna di pulizia aveva percepito oltre 15 mila euro per dieci giorni di lavoro, la partenza dei cantieri per i beneficiari del Reddito di cittadinanza sembrava essere scontata. Così non è stato. «Mi auguro – conclude l’assessore Alessandro Porcu – che il governo attui le misure necessarie a impedire che certi oneri continuino a gravare sui bilanci comunali».

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