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cronaca

Sostegno negato a bimbo autistico

La burocrazia ostacola la richiesta di una madre di Macomer per il figlio di 4 anni. Protesta il sindaco


10 febbraio 2022 di Alessandra Porcu


MACOMER. Nel maggio 2021 la commissione medico legale del Distretto socio-sanitario di Macomer ha confermato il disturbo dello spettro autistico diagnosticato un mese prima. Da allora, il piccolo di soli quattro anni attende l’assegnazione di un insegnante di sostegno. «Tutta colpa di un documento mancante», denuncia la madre. Facciamo un passo indietro. Dopo la prima visita di accertamento, l’Inps ne ha disposto una seconda. Nel frattempo ha sospeso la pratica della “legge 104” necessaria per richiedere le ore di assistenza scolastica di supporto. «Dopo reiterati solleciti scritti e numerose interlocuzioni con l’ente di previdenza sociale cittadino e infruttuosi tentativi per riuscire a contattare la sede di Nuoro, lo scorso 13 dicembre – dice la madre – è arrivata la risposta dell’Inps: “Attendere la convocazione della visita diretta”. È inaccettabile – tuona – che dopo nove mesi siamo fermi al punto di partenza. Per quanto ancora saremo costretti ad aspettare la chiamata? Non possiamo permetterci il lusso di perdere altro tempo prezioso. Gli specialisti sono stati chiari: il disturbo di cui soffre il bimbo è lieve. Potrebbe ottenere un recupero del 100%, a patto che si intervenga subito. Le sedute di logopedia e il percorso cognitivo-comportamentale, sostenuti settimanalmente a nostre spese, stanno dando ottimi risultati. Pesa, invece, l’assenza di una figura basilare come quella del docente specializzato».

Non sapendo più come risolvere la questione, la donna si è rivolta al sindaco, Antonio Succu, che lo scorso 8 febbraio ha inviato una lettera al direttore dell’Istituto di previdenza sociale di Cagliari, Antonio Gatani. «Ho incontrato la signora – recita la nota – il 21 gennaio 2022. E proprio in quella data ho toccato con mano la difficoltà a mettermi in contatto con i vostri uffici. Solo dopo non poche peripezie sono riuscito a parlare con un medico della sede barbaricina e a chiedergli conto sulla mancata definizione della pratica “legge 104”. A distanza di oltre due settimane, e nonostante la buona volontà del sanitario a fare il possibile per sbloccare la situazione dovuta, a suo dire, a una grande mole di lavoro, non c’è stata nessuna notizia in merito. L’unico dato certo – sottolinea Succu – è che, da quasi un anno, un bimbo attende l’insegnante di sostegno grazie al cui supporto avrebbe potuto avere notevoli miglioramenti in termini di apprendimento e di rapporti sociali. Non è accettabile che un bambino venga privato del sacrosanto diritto a frequentare la scuola e dei benefici che la legge gli consente di avere, per un presunto arretrato che l’ente non riuscirebbe ad azzerare, parrebbe, a causa della cronica mancanza di personale».

Il primo cittadino ha ribadito le difficoltà degli utenti a ottenere informazioni o un appuntamento dagli uffici Inps di Macomer e Nuoro. «È inconcepibile – conclude il sindaco di Macomer – che pensionati e categorie deboli vengano costretti a lungaggini che complicano la vita. Altrettanto inspiegabile è che l’accesso alle strutture debba avvenire esclusivamente su prenotazione tramite call center, sito o app».

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