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cronaca

Covid: sanzionata perché no vax, ma è morta da vent'anni

La figlia di una donna di Lula ha ricevuto il preavviso dell’Agenzia delle entrate


03 maggio 2022 Simonetta Selloni e Bernardo Asproni


LULA. Il dottor Giuseppe Viggiano, direttore generale del ministero della Salute, dovrà farsene una ragione. Ha firmato in calce la lettera con cui il ministero e l'Agenzia delle entrate scrivono alla "Gen.le Sedda Maria, via Falcone 4 Lula", over 50 che non risulta aver iniziato il ciclo vaccinale primario anti Covid alla data del 1 febbraio 2022. La avvisano che le arriverà la sanzione da 100 euro, a meno che, la "Gent.le Sedda Maria", non dimostri di aver avuto impedimenti oggettivi alla vaccinazione. Diciamo che la signora ha un argomento difficilmente opponibile. È morta quasi venti anni fa, il 16 gennaio 2004. Non aveva neanche 38 anni.

«Quando il postino mi ha consegnato la raccomandata, con ricevuta di ritorno, e ho visto che arrivava dall'Agenzia delle entrate, ho pensato che fosse qualcosa per me o per mio padre. Non per i vaccini: abbiamo fatto tutti la terza dose. Mai avrei immaginato che si trattasse di mia madre». Antonella non aveva nemmeno dieci anni quando la madre, Maria Sedda, è mancata. Dal 2004 a oggi sarebbe logico ritenere che il nome della madre sia stato depennato da tutti gli elenchi della pubblica amministrazione: quelli comunali (elettorale, tributi); dalla Asl. Così evidentemente non è. Quello che è accaduto a Lula non è un caso isolato, anche se raro. Un altro cittadino (di Nuoro), deceduto nei mesi scorsi, ha ricevuto identica comunicazione. C'è indiscutibilmente una falla nel sistema messo in piedi dallo Stato per sanzionare i renitenti all'obbligo vaccinale, in particolare gli over 50 che entro il primo febbraio avrebbero teoricamente dovuto completare il ciclo. Il problema è che i dati non sono allineati: il ministero della Salute ha inviato gli elenchi dei vaccinati (e di quelli che invece non risultano tali) all'Agenzia delle entrate, che ha realizzato una piattaforma informatica. Ma i dati, evidentemente, non coincidono. Per gli irregolari, o presunti tali, l'Agenzia delle entrate ha inviato in Italia due milioni di avvisi di avvio della procedura sanzionatoria. Siccome l'incrocio dei dati non sta funzionando come dovrebbe, accade che risultini irregolari anche i cittadini che hanno completato il ciclo vaccinale all'indomani dell'entrata in vigore del decreto che poneva come termine il primo febbraio. Oppure, cittadini che per patologia - o perchè tra una dose e l'altra hanno contratto il Covid - hanno dovuto attendere prima di chiudere il cerchio. E poi, ci sono i casi limite, appunto. La signora Maria Seda è uno di questi. «Come si fa a non avere i dati aggiornati dopo venti anni, è una vergogna», dice la figlia Antonella. Per chiarire definitivamente questo pasticcio, si è rivolta a un avvocato.

«Dovremo produrre il certificato di morte, chiaramente non lo abbiamo disponibile, non pensavamo certo che ci servisse. Non dopo 18 anni», sottolinea. Comprensibilmente i familiari della donna deceduta nel 2004 pensavano di aver chiuso una pagina dolorosa, ma la burocrazia si è dimostrata tenace. Irriducibile. In ogni caso, la Asl di Nuoro ha messo a disposizione un gruppo di lavoro che esamina, caso per caso, le aberrazioni sistemiche. Chi riceve la lettera dall'Agenzia dell'entrate e ritiene di essere in linea con le disposizioni, può inviare la comunicazione all'indirizzo mail sanzionicovid@aslnuoro.it. In linea generale, l'Asl ha gli strumenti per verificare la veridicità delle affermazioni del cittadino, che verrà depennato dalla lista dei "renitenti". Inviare, come nel caso della signora Sedda, un certificato di morte, potrebbe velocizzare l'iter. Sperando che prima o poi i dati del ministero e dell'Agenzia delle entrate si riallineino.

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