A Oristano online i nomi di cittadini morosi, Comune multato di 20mila euro

L'accusa è di aver violato il codice sulla protezione dei dati personali

ORISTANO. Della vicenda ormai si erano dimenticati in molti e ci deve essere stata parecchia sorpresa quando, il 10 ottobre, insieme alla posta ordinaria è arrivata negli uffici del Comune una cartella di Equitalia da 20mila euro. Generalmente il Comune sta dall’altra parte, è il creditore, ma stavolta ricopre il ruolo del multato e dovrà pagare per aver pubblicato all’albo pretorio i nomi dei cittadini morosi. Tutto ha inizio a luglio 2014, durante l’amministrazione Tendas quando compaiono i nomi di centinaia cittadini morosi. Alla fine di quell’anno anno c’è un altro caso simile, con la pubblicazione, durata solo qualche ora, dell’elenco dei morosi della tassa sui rifiuti: un errore del funzionario, così lo definì l’assessora Giuseppina Uda, che parlò anche della necessità di adottare provvedimenti nei confronti dei responsabili. Ad aprile dell’anno dopo ecco la pubblicazione dei dati dei destinatari dei contributi economici dell’assessorato ai Servizi sociali.

A dicembre del 2014 il Garante della Privacy invia una richiesta ufficiale di chiarimenti e nel settembre 2015 decide di sanzionare il Comune per aver violato il codice sulla protezione dei dati personali, che ne prevede la pubblicazione solo in casi particolari. La risposta degli uffici legali del Comune non si fece attendere: si contestò il mancato rispetto del principio di legalità, cioè che si potesse applicare una sanzione per un fatto che, secondo gli avvocati, non era previsto esplicitamente da nessuna legge; poi sirimarcava il non aver tenuto conto dell’azione del Comune per ridurre il danno, dato che i documenti erano stati cancellati dal sito. «A quel punto sarebbe dovuta arrivare o la comunicazione dell’archiviazione o una nuova ingiunzione motivata» si legge nella delibera di giunta approvata ieri mattina per opporsi alla cartella.

Secondo la ricostruzione del Comune, però, questo non è avvenuto e il Garante è passato direttamente alla cartella di Equitalia. Si rischia di andare in tribunale dunque, con l’amministrazione intenzionata a difendere i propri interessi e a non pagare la multa e la vicenda per ora non si può dire conclusa. Se però si dovesse arrivare ad una conferma della sanzione, si riaprirebbe nuovamente il capitolo sulle responsabilità per l’errore commesso. 20 mila euro non sono un’enormità per un’amministrazione comunale, ma si tratta comunque di una cifra considerevole: potrebbe pagarli direttamente l'amministrazione, ma potrebbe anche mettere in piedi una procedura di rivalsa sul responsabile della pubblicazione.

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