Il caso a Oristano: al pronto soccorso vuoti nell'organico coperti dai primari

Ieri al lavoro il responsabile di Cardiologia 

ORISTANO. Mancano i medici al Pronto soccorso? Li prendiamo dagli altri reparti. Verrebbe da dire, se non fossimo in un ospedale, “a mali estremi, estremi rimedi”. Sembra aver tratto ispirazione da questo vecchio adagio, la Direzione sanitaria del San Martino che per far fronte all’ormai cronica penuria di personale, ha pregato i medici degli altri reparti di farsi carico anche del Pronto soccorso. Ieri mattina è toccato al responsabile del reparto di Cardiologia, Antonio Caddeo, sostituire un collega in ferie; nei prossimi giorni, a coprire i vuoti del Pronto soccorso potrebbe andarci medici della Pneumologia, della Chirurgia o della Medicina. Si dirà che un Pronto soccorso, è per definizione reparto di emergenza, solo che al San Martino, l’emergenza riguarda proprio il reparto, dove, solo quattro medici assicurano le turnazioni nelle 24 ore. E la soluzione, trovata martedì mattina, lo conferma. Martedì infatti, la direzione è stata informata che nel reparto, non ci sarebbe stato nessun medico al lavoro. La “toppa” la mette chi avrebbe dovuto montare al mattino successivo. Ma come in tutti i casi di coperta corta, restava da trovare chi avrebbe lavorato al turno della mattina di mercoledì. Così la direzione sanitaria, ha convocato d’urgenza i responsabili degli altri reparti chiedendo loro la disponibilità a lavorare anche in Pronto soccorso. Il Commissario straordinario della Assl, Francesco Cossu, conferma: «Siamo in una situazione di gravissima carenza di organico: purtroppo, in attesa del completamento di selezioni e concorsi non ci restava altro da fare». Poi aggiunge: «Devo ringraziare i medici che si sono messi, con grande senso di responsabilità, a disposizione. Senza di loro sarebbe stato impossibile garantire continuità». Tutto risolto? Manco per sogno. Una disposizione elastica del personale pur provvisoria, non convince. Il presidente dell’ordine provinciale dei Medici, Antonio Sulis, si dice «sconcertato per una decisione forse unica nel nostro paese». Per il Pronto soccorso si era ipotizzato di ricorrere all’assunzione di medici “in affitto”, come è stato fatto all’ospedale di Ghilarza. La proposta aveva scatenato una vera e propria levata di scudi, anche perché, ai medici assunti attraverso una agenzia interinale della Penisola, non sarebbe stata richiesta alcuna specializzazione specifica ma unicamente esperienza di guardia medica. Di conseguenza, i nuovi assunti tratterebbero solo i codici bianchi e verdi, ma non quelli rossi e gialli, rimasti compito dei pochissimi specialisti del reparto. Contro questa ipotesi si erano schierati gli Ordini dei medici della Sardegna i cui presidenti, martedì mattina, spiegheranno le loro ragioni all’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes