Musei: in Italia un 2015 da record, anche in Sardegna

Una statua di Mont'e Prama nel museo di Cabras

Nell’isola i visitatori sono aumentati del 4%. Il dato è inferiore però alla media nazionale: 6%

ROMA. Colosseo, Pompei e Uffizi invasi dai turisti come mai prima. Il Pantheonche sfonda il tetto dei 7,5 milioni di visitatori, 1 milione in più rispetto a un anno fa. Nel 2015 i musei italiani superano i 43 milioni di ingressi, con circa 155 milioni di euro di introiti. «Il miglior risultato di sempre», annuncia Franceschini. L'occasione è la riunione del Comitato permanente del turismo, dove il ministro Pd snocciola soddisfatto tutti i numeri dei musei statali. Un bilancio di fine anno che conferma le anticipazioni positive dell'autunno e addirittura le supera. Insomma, un «record assoluto», come sottolinea il ministro ferrarese. Nell'ultimo anno, fa notare, i visitatori dei musei italiani «sono aumentati del 6% (2,5 milioni di persone in più), gli incassi del 14% (+20 milioni) gli ingressi gratuiti del 4% (+ 900mila)». I dati sulla Sardegna sono confortanti. L’isola supera tutte le regioni meridionali ed è più in alto in classifica di regioni come l’Umbria e la Liguria.

Franceschini ricorda che si tratta di dati «in controtendenza rispetto all'estero» e rivendica il buon risultato della sua riforma dei musei e della politica culturale sostenuta con vigore dal governo Renzi: «Grazie anche alle nuove politiche di valorizzazione, prime fra tutte le domeniche gratuite, gli italiani sono tornati a vivere i propri musei», dice.

Da Nord a Sud i direttori si dimostrano d'accordo, da Rossella Rea del Colosseo, che sottolinea come i visitatori abbiano gradito anche «gli alti livelli di sicurezza e di organizzazione attenta alle esigenze del visitatore», alla presidente della Fondazione Museo Egizio Evelina Christillin, che ricorda i nuovi percorsi di visita aperti nel museo torinese.

Tant'è, la top ten, come da tradizione aperta dal Colosseo, non offre molte novità. Saldi ai primi cinque posti, oltre all'Anfiteatro Flavio, rimangono Pompei, Uffizi, Gallerie dell'Accademia di Firenze e Castel Sant'Angelo. Da registrare ci sono solo gli exploit positivi del museo Egizio di Torino, che si piazza in settima posizione scavalcando la Reggia di Venaria, e la Reggia di Caserta, che si fa spazio al decimo posto superando Villa d'Este. Ma per tutti, dal Colosseo (6,5 milioni, +6%) a Pompei (2,9 milioni, +12%), dall'Egizio (757.961, +33%) alla Reggia di Caserta (497.158, +16%) e persino per gli Uffizi (+2%) che pure hanno il numero chiuso, i dati si dimostrano in crescita ancora prima che i nuovi 20 super direttori assunti con la mission della valorizzazione abbiano preso saldamente il comando dei musei al top.

Oltralpe non sta andando così. In Francia, complice la paura del terrorismo e anche la riduzione delle scolaresche in gita, nel 2015 musei e monumenti hanno perso in media il 5% per cento dei visitatori e la percentuale sale al 7% per i 14 musei di Parigi. Non si salva il Louvre, che perde il 6,5%, non si salvano il Grand Palais (-6%) e nemmeno la Reggia di Versailles (-4%) o il Centre Pompidou (-11,3%). Da Parigi a Londra, da Berlino a Roma, la strada però sembra per tutti quella di trovare sempre nuovi modi di richiamare pubblico. Puntando ai servizi di accoglienza, caffetterie e ristoranti. E, perché no, aprendo alla moda, come incitava l’altroieri Franceschini dalle passerelle fiorentine di Palazzo Pitti. L'industria del settore è in movimento. A testimoniarlo il Salon des musée che si è aperto l’altroieri a Parigi. Tra i circa 150 stand, 25 sono dedicati a start up per rendere più attraenti le visite: dagli occhiali e gli orologi «connessi» al 3d e i giochi video.

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