La Nuova Sardegna

L'intervista

Aeroitalia, Gaetano Intrieri: «Studiamo voli interni tra Olbia, Alghero e Cagliari»

di Andrea Sini
Aeroitalia, Gaetano Intrieri: «Studiamo voli interni tra Olbia, Alghero e Cagliari»

Confermate le novità allo studio: «Da nord a sud dell’isola in 20 minuti ma anche all’estero a prezzi ragionevoli»

27 novembre 2023
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Sassari «In Italia il mercato “regional” non lo copre più nessuno, lo facciamo soltanto noi. Tra i ragionamenti che stiamo facendo c’è proprio l’opportunità di collegare gli aeroporti di Alghero e Olbia con nuove destinazioni a corto raggio. E di certo sinora abbiamo dimostrato che i conti li sappiamo fare».

Aeroitalia stringe il campo e allarga gli orizzonti, confermando di essere sempre più interessata al mercato sardo. L’amministratore delegato Gaetano Intrieri, che nei giorni scorsi aveva anticipato la possibilità di individuare nuovi collegamenti, anche interni alla Sardegna, conferma questa intenzione e fornisce qualche altro particolare sull’ipotesi attualmente allo studio della compagnia.

Professor Intrieri, può spiegare meglio l’idea attualmente allo studio?
«Come ho detto pubblicamente in occasione dell’incontro di Alghero per il nostro milionesimo passeggero, recentemente abbiamo rilevato AirConnect, una piccola compagnia che aveva a disposizione una dotazione di Atr nuovi di zecca. Si tratta di aeroplani moderni e confortevoli, da 70 posti, così abbiamo pensato che per il periodo invernale potrebbero rappresentare una soluzione interessante per collegare Alghero e Olbia a diverse città italiane. Tutto questo tenendo presente che gli aerei più grandi che attualmente utilizziamo per la continuità territoriale non sarebbero efficaci su queste rotte. Ci stiamo ragionando da un punto di vista commerciale».

Per la continuità territoriale cambierebbe qualcosa?
«Assolutamente no, nel senso che gli attuali collegamenti da Alghero e Olbia per Roma e Milano stanno andando bene. Già da tempo abbiamo rinforzato il numero dei voli giornalieri, arrivando a tre, quindi oltre quanto previsto dall’accordo stipulato con la Regione. A giudicare dai dati in nostro possesso, i passeggeri stanno apprezzando il nostro servizio, e chiaramente buonissima parte di questi passeggeri sono sardi».

Cosa avrebbe di conveniente per l’utenza prendere un aereo da Alghero per andare a Cagliari?
«È una domanda che fa parte dei ragionamenti attualmente in corso. Stiamo cercando di capire se può esserci una richiesta di questo tipo nell’isola a prezzi ragionevoli».

Quale sarebbe il tempo di volo?
«Stiamo parlando di aerei agili, che volano a quote abbastanza basse. Per andare da un capo all’altro dell’isola ci vorrebbero una ventina di minuti di navigazione».

Corto raggio significa solo voli interni all’isola?
«Assolutamente no. Non pensiamo solo al mercato interno, ma anche ad altre destinazioni italiane o eventualmente estere che possono essere coperte con questi velivoli. Tenete presente che con uno di quegli apparecchi già voliamo da Ancona a Barcellona. Ci sono aeroporti, come appunto Alghero, ma non solo, dove di fatto in inverno operiamo soltanto noi. Ecco, stiamo analizzando quale altra destinazione possa essere appetibile per il mercato e d economicamente sostenibile per poterla collegare con gli scali del Nord Sardegna in bassa stagione. Chiaramente in base teorica uno può pensare a qualsiasi soluzione, poi però servono analisi serie e precise. Da questo punto di vista ribadisco che noi i conti sappiamo farli molto bene».

C’è qualche altra novità che bolle in pentola per i prossimi mesi?
«Direi proprio di sì, in particolare su Alghero, dove stiamo pensando di aggiungere qualche rotta. In questo caso nel giro di alcune settimane potrebbe arrivare qualche novità ufficiale».

Conferma anche gli interesse per i due capannoni ex Meridiana dell’aeroporto di Olbia, nel quale impiantare un hub per le manutenzioni?
«Sì, abbiamo mostrato il nostro interesse, considerando anche che alcuni partner internazionali potrebbero essere nostri clienti. Esistiamo da poco, ma siamo solidi e i conti sono molto più che a posto. Penso di poter dire che in Sardegna siamo ormai radicati, abbiamo un ottimo rapporto con la Regione e con i suoi uffici. Non facciamo mai il passo più lungo della gamba, ma vogliamo crescere ancora, anche nella vostra isola».

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