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Alfonso Marras corre verso Forza Italia, il Psd'Az sparisce dal consiglio regionale

di Paolo Ardovino
Alfonso Marras corre verso Forza Italia, il Psd'Az sparisce dal consiglio regionale

Il neo sindaco di Bosa non si espone ma il dialogo è fitto con il segretario Pietro Pittalis. Antonio Moro smentisce categoricamente: «Solo voci per scoraggiare chi è rimasto»

14 giugno 2024
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Sassari «Si fa, si fa»: il diretto interessato non parla ma chi lavora con lui è certo. Il cielo sarà azzurro sopra Bosa. E tra le sale del castello dei Malaspina stanno già arrotolando le bandiere dei Quattro mori del Partito sardo d’Azione perché negli scatoloni sono pronte quelle di Forza Italia. Alfonso Marras, neo eletto sindaco di Bosa lo scorso lunedì, potrebbe lasciare Antonio Moro e Christian Solinas ancora più soli.

Lo smacco arriva proprio da un fortino storico del sardismo. Nei banchi del consiglio regionale, dove Marras mantiene la carica perché compatibile con l’amministrazione di un comune sotto i 15mila abitanti, il passaggio di sponda vuol dire inabissare il partito centenario.

Non resta più nessuno Dopo le fuoriuscite di Gianni Chessa e Piero Maieli a maggio, Alfonso Marras, nel Psd’Az dal 2021, ne è rimasto l’unico consigliere regionale e nel momento in cui il suo passaggio a Forza Italia diverrà ufficiale, il partito sardista perderà rappresentanza in Regione. Sarebbe un crollo clamoroso. Il 10 maggio, il segretario del Psd’Az ed ex governatore Solinas aveva salutato sarcasticamente Chessa e Maieli ricordando: «Il partito è sopravvissuto alla fuoriuscita di personalità del calibro di Emilio Lussu, figuriamoci se oggi ci si può preoccupare di chi, eletto grazie alle nostre liste senza mai essere diventato sardista, va via per capriccio». Ma l’addio di Marras significherebbe stare fuori dai giochi.

La situazione Alfonso Marras ha trionfato alle Comunali su Giuseppe Ibba, esponente vicino a Fratelli d’Italia e Alessandro Campus, con lo schema fac simile del Campo largo nazionale. Sembrava il lumino della speranza, è stato l’ultimo canto del cigno sardista sullo specchio d’acqua del fiume Temo. Sulle sponde, più volte si è fatto vedere in visita il deputato e segretario regionale di Forza Italia Pietro Pittalis. Entrambi politici di lungo corso, tra l’onorevole e il primo cittadino resiste un’amicizia nata dai tempi adolescenziali, rafforzata con gli anni dal comune interesse, seppur da prospettive diverse, verso la politica. Con lo sguardo a destra uno, con spirito democristiano l’altro. Dalla cerchia di Marras fanno infatti sapere che il cambio di casacca non andrebbe ricondotto tanto a un interesse verso lo spirito del centrodestra quanto più figlio del rapporto personale col leader di Forza Italia considerato perno della nuova area dei moderati. Un centrodestra, insomma, che ammicca più al centro e si guarda bene le spalle dalle fiamme tricolori. Interpellato, Alfonso Marras preferisce non parlare. Ma tra i suoi, il passaggio viene considerato ormai certo, anche se non nell’immediato.

«Smentisco» Non andate a dirlo ad Antonio Moro. Nelle ultime ore ha dovuto parare l’attacco centrista di Antonello Peru, scontro acuito dall’esito negativo delle Comunali di Sassari. Sul campanello d’allarme da Bosa, il presidente del Psd’Az è furioso. «Smentisco», e parla di «una voce che risale a prima delle elezioni amministrative», quando vecchia guardia e nuove leve sardiste, nella sezione storica della Planargia, si erano divise sulla candidatura. Moro vede Chessa e Maieli fautori di una manovra per «scoraggiare chi è rimasto e creare confusione». Su Marras è categorico e nega l’addio («mi ha anche invitato al suo insediamento»). E dietro la rabbia, la paura di passare per il presidente che vedrà il Psd’Az scomparire dai banchi regionali.


 

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