Assegno vitalizio a Chiara Vigo, maestra del bisso che regala la sua arte al mondo
Il Consiglio dei ministri ha applicato la legge Bacchelli che aiuta cittadini illustri che versano in stato di particolare necessità
Cagliari Un riconoscimento da Roma. È un aiuto, ma anche un invito ad andare avanti: un riconoscimento a una tradizione che ha portato il nome di due isole in giro per il mondo: Sant’Antioco e Sardegna. Il Consiglio dei ministri, su proposta della premier Giorgia Meloni, ha deliberato la concessione di un assegno straordinario vitalizio, riservato dalla legge Bacchelli a cittadini illustri che versino in stato di particolare necessità, in favore di Chiara Vigo, maestra di tessitura del bisso. Una maestra che, per pura linea di principio, non ha voluto trarre profitto dalla sua maestria: «Non ho fatto io la pratica per la concessione del vitalizio – racconta – so che l’hanno fatta delle persone che mi conoscono da cinquant’anni. Niente, cosa posso dire, sono molto emozionata anche se io di ufficiale non ho ricevuto ancora nulla».
Un’arte: cultura e tradizione. «Ma anche una conservazione storica – conferma con un piglio soddisfatto ma anche un po’ polemico – e che però non deve diventare il mercatino del lunedì». Perché la sua arte non è in vendita ma la tradizione deve essere tutelata e “aiutata” dal punto di vista economico perché rischia di sparire. «Devono essere tutelati i maestri – insiste – perché dobbiamo insegnare, perché dobbiamo far conoscere, perché dobbiamo portare la Sardegna nel mondo». Un’arte che appunto fa il giro del mondo. Poi torna a Sant’Antioco. E riparte. «Le ultime mostre le ho fatte a Hong Kong e a Malta. Io ho portato il mio paese nel mondo e sono fiera di averlo fatto ma sono anche fiera di essere una donna della terra di Sardegna e ritengo che questo regalo mi aiuterà a fare ancora di più per la mia isola».
«Il Maestro – si legge nel sito internet ufficiale di Chiara Vigo –non è un artista né un artigiano: quello che tesse non è suo perché appartiene a tutti e quindi non può essere venduto o comprato. Nell’acquisire la maestria Chiara Vigo ha accettato sotto giuramento di servire e proteggere mare e terra, ai quali la sua arte è profondamente legata, nonché di vivere di offerte». E anche la trasmissione del sapere non ha prezzo: Chiara Vigo, anche questo fa parte del suo manifesto, condivide le sue conoscenze, gratuitamente, con tante persone e in tanti modi diversi, attraverso laboratori e presentazioni, progetti di ricerca con le Università, incontri con le scolaresche, panni di nozze e vestine da battesimo, nonché la donazione delle sue opere a città e musei, italiani e internazionali”. Dal 2005 sono tanti i visitatori da tutto il mondo che si prenotano per un ingresso al suo “museo vivente”. Vivente perché è lei che parla e lavora la seta del mare. Tutto questo nella stanza che fu il laboratorio di sua nonna, in viale Regina Margherita 168, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Antioco. Tutto possibile grazie alle donazioni, senza alcun contributo pubblico. Accesso gratis, ma massimo a gruppi di dodici persone. Perché quello di Chiara Vigo non è un museo qualsiasi. In Sardegna un altro noto beneficiario della “Bacchelli” è Gavino Ledda, l’autore di Padre Padrone. In campo artistico nazionale uno dei casi più noti fu invece quello della poetessa Alda Merini.