La Nuova Sardegna

Il lutto

Sassari dice addio al pittore Valerio Mazzanti, nei suoi quadri i colori dell’isola

di Massimo Sechi
Sassari dice addio al pittore Valerio Mazzanti, nei suoi quadri i colori dell’isola

Ha lasciato anche un segno nello sport: negli Anni 60 giocò con la Dinamo e poi la allenò

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Sassari Il mondo della cultura dell’isola piange la scomparsa di Valerio Mazzanti, tra i pittori contemporanei sardi più conosciuti e apprezzati anche nella penisola. Nato a Sassari nel 1937 da una famiglia di origini toscane, Mazzanti si è formato all’Istituto d’arte cittadino con tre maestri del Novecento sardo: Filippo Figari per la pittura, Stanis Dessy per l’incisione ed Eugenio Tavolara per la scultura. Il suo percorso è proseguito con soggiorni a Firenze, Padova, Venezia e Milano. Poi le prime partecipazioni a mostre collettive che risalgono al 1962 e negli anni successivi le esposizioni nell’isola e nel resto d’Italia.

Il suo modo di dipingere ha subito molte influenze ed è cambiato nel corso degli anni. Alla produzione iniziale, caratterizzata da tonalità chiare, è poi subentrata una ricerca più personale, con un’attenzione particolare agli accostamenti cromatici. Case, facciate, paesi e figure hanno conservato contorni riconoscibili ma il paesaggio, persa la sua funzione di semplice descrizione, è diventato anche spazio del ricordo e dell’immaginazione. La critica d’arte Beba Marsano in una scheda di accompagnamento alle sue opere ha parlato di «architetture immaginarie di case e di città» e di una pittura «modulata su strutture aperte, un fluire musicale di forme su sfondi di densità variabile, ora rarefatti ora densi».

«Io dipingo per dare emozioni, non sarebbe la mia pittura se non dessi emozione e tranquillità in chi guarda i miei quadri», ha detto Valerio Mazzanti in una delle sue ultime interviste. E la sua pittura ha attraversato oltre sessant’anni di attività con riconoscimenti prestigiosi. Nel Catalogo generale dei Beni culturali figurano otto schede relative alle sue opere, provenienti dalla catalogazione della Regione Sardegna. Tra i dipinti registrati compaiono «Periferia», conservata a Ittiri, «Aperto al cielo» e «Paesaggio marino», a Cagliari, e una «Veduta di paese» alla Pinacoteca Carmelo Floris di Olzai. Nella stessa Pinacoteca si trovano anche «Scorcio», del 1985, e «Ricordo di paese», del 2003, donati dal pittore. Nel catalogo della raccolta, la storica dell’arte Marzia Marino richiama l’attenzione sulla rappresentazione degli edifici e sulla capacità dell’artista di ottenere particolari effetti luminosi variando la stesura del colore. È uno degli aspetti che restituiscono la sua attenzione per la materia pittorica.

Tra le esposizioni degli ultimi anni figura la personale «Valerio Mazzanti maestro del colore», ospitata nell’agosto 2022 al Museo della Tonnara di Stintino, a cura di Silvia De Franceschi. In mostra anche paesaggi marini nei quali il dato naturale era rielaborato con un uso libero e intenso dei colori. Accanto alla pittura, Valerio Mazzanti ha lasciato un segno nella storia sportiva della città di Sassari e in particolare nel basket. Nel 1962 è passato dalla Torres alla Dinamo insieme al fratello Adriano, scrivendo pagine importanti dei primi anni di vita della società. La Dinamo lo ha salutato con un messaggio nelle sue pagine social: «Valerio Mazzanti contribuì alla nascita della nuova Dinamo: trasformò la squadra da un gruppo di amici ad un team competitivo. Fu tra gli artefici della promozione alla serie B nazionale avviando la Dinamo verso quel cammino che l’avrebbe portata sempre più in alto».

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