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Sassari

E dopo la grande vittoria si pensa agli assessori

di Vannalisa Manca ; di Vannalisa Manca
E dopo la grande vittoria si pensa agli assessori

Prime ipotesi sui futuri delegati nella squadra di governo di Nicola Sanna Si sceglierà col bilancino tra rispetto dei patti, più votati e correnti di partito

29 maggio 2014
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SASSARI. Nicola Sanna in pausa di riflessione. No, manco a dirlo, il neo sindaco, se da una parte si gode la vittoria elettorale, insieme con gli alleati, dall’altra valuta tutti i possibili equilibri da considerare per formare la squadra di governo.

Una giunta di otto persone (o nove, secondo un’interpretazione della legge), nella quale dovranno essere delegate diverse donne, non soltanto nel rispetto delle pari opportunità, ma anche perchè le urne hanno decretato l’elezione di un congruo numero di consigliere: sono undici, otto di maggioranza e tre dell’opposizione, tra i 34 eletti per Palazzo Ducale. Significa che la fiducia dell’elettorato nei confronti della parità di genere è diventata tangibile: si è finalmente abbattuto un muro che sino a poco tempo fa sembrava quasi impenetrabile. Basti ricordare che nell’ultima amministrazione Ganau, in una giunta di undici assessori, due le donne (Dolores Lai e Monica Spanedda) e altre due consigliere (Esmeralda Ughi e Giovanna Costa), in un’assemblea di quaranta eletti.

Nicola Sanna sulla futura giunta comunale non si sbilancia, ma l’unico riferimento che il neo primo cittadino fa è che «senz’altro ci saranno donne». Probabilmente tre, forse quattro: niente numeri, si vedrà. Di certo, ciò che conterà saranno le competenze.

Nel frattempo, però, dentro la coalizione di centrosinistra appena eletta, i ragionamenti vanno a mille, per occupare quegli otto posti, pur con l’uso del bilancino di precisione. O meglio, degli equilibri di cui si diceva prima. La vittoria di Nicola Sanna non è arrivata da sola, il percorso è stato costruito con gli alleati e visti i risultati, soprattutto con il Partito democratico che non ha - lo dicono i numeri - fatto mancare neppure un voto, nonostante le frizioni (o meglio veleni?) che si sono accumulate in occasione delle primarie.

A quel punto nacque il patto di ferro tra Nicola Sanna e i tre più giovani perdenti delle elezioni del centrosinistra, gli ex assessori Gianni Carbini (area renziana Dettori-Manca), Monica Spanedda (ex Progetto Sardegna-Soru) e Alessio Marras (ex Ora Sì) che ha capeggiato la lista del sindaco Sassari Bella Dentro. E sembra fuor di dubbio che i tre avranno incarichi assessoriali. Le deleghe potrebbero essere le medesime che i tre ottennero da Ganau - proprio per le loro competenze -, ma saranno più robuste (ricordiamo che gli assessorati saranno otto, non più undici), considerando che precedentemente il vicesindaco era delegato all’Urbanistica e che Nicola Sanna aveva il Bilancio. Bisogna però tenere conto dei vincitori e della loro appartenenza “geografica”: Antonio Piu, il più votato in assoluto (1.250 preferenze), che si riconosce nell’area Soru-Demontis, dopo aver fatto la sua esperienza da consigliere, oggi si aspetta di essere chiamato a un incarico assessoriale.

Un altro eletto che ha macinato un gran numero di voti, 1.076, è Giuseppe Masala (presidente uscente della circoscrizione 1 - area Lai-Spissu-Ganau), ma della medesima corrente fanno parte Stefano Perrone, già assessore, ed Esmeralda Ughi, che vanta il recente passato da consigliere: nomi che nei partiti vengono suggeriti per ottenere deleghe. Un altro posto dovrebbe essere occupato da uno dei vincitori di Ora Sì: si parla di Giovanna Costa, già vicepresidente del Consiglio. E gli alleati? Come dare merito al loro grande apporto? Presidenze di commissioni?

Intanto, dentro il Pd c’è chi invece ipotizza che gli incarichi siano affidati ad esterni, lasciando bocce ferme in Consiglio sino al congresso per poi fare una staffetta. Anche qui è un gioco di equilibri, naturalmente, perchè si sa che nei partiti si fa il calcolo dei subentri: chi fa l’assessore lascia il posto da consigliere. Ma a quale area appartiene il subentrante? Un gioco politico che non sempre è divertente. Staremo a vedere. Sanna ci pensa.

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