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cronaca

Lungodegenza pronta a traslocare

La Regione vuole trasferirla al Marino di Alghero. Interrogazione dei Progressisti


15 marzo 2022


SASSARI. Se ne parla da tempo e la scelta fa parte del progetto di riorganizzazione della sanità sassarese: ovvero la gestione delle emergenze all’interno dell’hub di secondo livello, e la decentralizzazione sul territorio delle casistiche più croniche. Così nei piani della Regione c’è sempre il trasferimento del reparto di Lungodegenza dell’Ospedale Civile di Sassari all’Ospedale Marino di Alghero. «Ennesima decisione che non tiene conto delle esigenze dei pazienti, delle famiglie e del ruolo territoriale della città di Sassari – dice il consigliere regionale dei Progressisti Gianfranco Satta, primo firmatario di una interrogazione presentata al presidente Solinas e all’assessore alla Sanità Nieddu – siamo molto scettici sulle ricadute negative sui pazienti che questo trasferimento potrebbe causare».

L’Unità Operativa Complessa Lungodegenza Post Acuzie è un reparto strategico, capace di accogliere pazienti da tutti i reparti ospedalieri che necessitano di ulteriore periodo di ricovero per stabilizzazione clinica. Durante la degenza si completa l'intervento terapeutico e rieducativo al fine di ottenere il massimo recupero funzionale possibile, quantificato nel primo anno di attività in oltre il 65% dei casi. Il reparto è costituito da 13 stanze a 2 letti, per un totale di 26 posti letto.

«Il trasferimento ad Alghero non sembra tener conto di molteplici fattori, da quelli logistici connessi all’organizzazione del servizio a quelli legati agli impatti su pazienti e relative famiglie – fa notare Gianfranco Satta – È infatti noto come nella nuova sede non sia presente la Rianimazione, e non si registri neppure la presenza della figura di un rianimatore, essenziale in questi casi, così come per il ricorso agli esami strumentali, quali ad esempio Tac, occorrerebbe rivolgersi all’Ospedale Civile di Alghero, con conseguenti spostamenti esterni. Il trasferimento, data la durata dei ricoveri, implicherebbe anche pesanti ricadute sulle famiglie coinvolte, soprattutto nel compimento delle visite, venendo a mancare la posizione territorialmente baricentrica di Sassari, dove convergono in maniera pressoché equidistante tutti i paesi dell’area del Nord/Nord-Ovest dell’Isola e sono garantiti collegamenti di trasporto pubblico diretto con i rispettivi centri».

E conclude: «Una simile iniziativa, anche se assunta sotto forma di natura temporanea, rischierebbe seriamente di privare per sempre la città di Sassari di un servizio sanitario essenziale».

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