Da Porto Rotondo a Cortina, le prossime olimpiadi invernali al gusto di malloreddus e culurgiones
Prima l’esperienza in Costa Smeralda poi il successo del ristorante in montagna
C’è un angolo di Gallura nel cuore di Cortina d’Ampezzo: il ristorante pizzeria Porto Rotondo. Lì, dove ormai fervono i preparativi per le terze Olimpiadi invernali che ospiterà l’Italia, c’è il locale che da trent’anni gestisce Davide Pedde, 72 anni, olbiese doc, imprenditore nella ristorazione.
«Sono andato via dalla Sardegna perché il lavoro non era più quello di una volta. Ho aperto attività sia a Porto Cervo sia a Porto Rotondo. Il Country, ristorante discoteca alle porte della frazione di Olbia, è stata una mia creazione. Però a un certo punto ho mollato tutto e ho scelto Cortina».
Nel suo locale in piazza Angelo Dibona, però, le tracce del passato di Davide Pedde e dei personaggi che ha incrociato nella sua carriera sono evidenti. «Ho appeso sulle pareti centinaia di foto di vip, politici, sportivi, attori, cantanti, che sono stati a Porto Cervo e a Porto Rotondo. Foto per la maggior parte di Nello Di Salvo, un fotografo eccezionale che sapeva ritrarre le persone in atteggiamenti naturali dando ai suoi scatti suggestioni uniche».
Nostalgia canaglia insomma per Davide Pedde che però continua a tornare in Sardegna tutti gli anni. «Chiudiamo qui a Cortina nei mesi di ottobre, novembre e aprile. Io ne approfitto per stare a Olbia. Ho una casa in viale Aldo Moro. Incontro gli amici e respiro l’aria della mia Gallura».
Il locale di Cortina è un punto fisso di ritrovo per chi arriva da queste parti. «Offriamo un servizio a 360 gradi – dice Pedde – aprendo dal mattino sino a notte inoltrata. Una scelta giusta, legata al fatto che chi viene in vacanza vuole servizi e non vuole sentirsi legato troppo agli orari».
Ristorante pizzeria con un menu in cui la Sardegna è ben presente. «Cerchiamo di dare ai clienti la possibilità di scegliere su diverse opzioni. Ma la nostra isola è presente abbondantemente. Per esempio uno dei piatti che vanno per la maggiore è la fregula con scampi e gamberi. Prodotti freschi che arrivano da un distributore di Verona. Poi abbiamo diverse paste fresche che ci arrivano da un pastificio di Dorgali. Malloreddus, ravioli e culurgiones non possono mancare e sono sempre richiestissimi».
Prodotti sardi anche per quanto riguarda dolci e vini. «Cannonau e vermentino fanno parte integrante della nostra cantina. Bottiglie di pregio come Turriga, Capichera, Nepente, Ruinas o Terre Brune, giusto per fare alcuni nomi, sono di un livello di assoluto prestigio. Fra i dolci non mancano le seadas , che abbiamo fatto conoscere a tanti stranieri».
Il locale, come si addice a una località turistica invernale fra le più conosciute al mondo, ha ovviamente una clientela variegata. «Tantissimi stranieri da tutto il mondo, ci sono molti italiani e anche i sardi, prevalentemente da Cagliari».
Clientela altospendente in linea con la località. «Ho sempre avuto attività a contatto con questo tipo di persone. Mi spiace che la Sardegna del nord est non sia più quella di una volta. Io ricordo i tempi d’oro quando a Porto Cervo e a Porto Rotondo arrivavano i personaggi del jet set internazionale e anche tante teste coronate. Come scordare l’arrivo del principe Carlo e di Lady Diana? Tempi bellissimi, purtroppo andati. Ho dato il nome Porto Rotondo al mio ristorante proprio in omaggio a un passato indimenticabile».

