Dalla Sardegna alle Dolomiti, il ristorante più costoso d’Italia apre anche a Cortina
Aragosta alla catalana da 25 euro all'etto, purè di patate al tartufo 40euro. Un uovo con fonduta di Parmigiano Reggiano, crumble ai cereali e foglia d'oro, 35 euro. Gran plateau di frutta, fruttini e gelato: 180 euro. Per concludere un caffè, che qui ad alta quota costa 8 euro
Tavolo nella terrazza coperta e riscaldata, vista sul lago Pianozes. Il nome all'ingresso è "La Scogliera" ma la scenografia non è l'insenatura di Porto Massimo alla Maddalena. Gli approdi in yacht e i commensali in bermuda non ci sono, i clienti dal portafoglio largo, il lusso sfrenato e i grandi crudi di mare sì. Il ristorante più costoso d'Italia si è trasferito dalla Sardegna a Cortina d'Ampezzo.
È l'ultima impresa di Andrea Orecchioni, il patron del gruppo di locali esagerati e desiderati, che ora tenta la scalata delle Dolomiti. «L'obiettivo era portare la Scogliera in montagna, qui mancava un ristorante di mare. Da noi entri e al centro della sala c'è la vetrina con le proposte di pesce», spiega Orecchioni al telefono, al freddo di Cortina per qualche giorno ha preferito il caldo di Dubai.
Il menu proposto dallo chef Davide Zunino è d'oro, come d'abitudine. Per un pranzo si potrebbe partire dalla sezione dei comfort food, una mozzarella zizzona di Battipaglia da un chilo costa 120 euro. A seguire, come antipasto, si potrebbe optare per un uovo con fonduta di Parmigiano Reggiano, crumble ai cereali e foglia d'oro, 35 euro. Qui la concezione dei piatti caldi è decisamente insolita rispetto allo standard Dolomiti: minestra sì ma di aragosta e con pastina al basilico, 45 euro.
A seguire, per rimanere tematici, aragosta alla catalana da 25 euro ma all'etto. Come contorno? Un bel purè di patate al tartufo. Quaranta euro. Basta così, grazie, passiamo al dolce. Gran plateau di frutta, fruttini e gelato: 180 euro. Per concludere un caffè, che qui ad alta quota costa 8 euro. Otto. Ad accompagnare, se proprio non si vuole osare tra i vini toscani o i rossi di Francia, con bottiglie che arrivano a 10mila euro, può andare bene una tenuta sarda, Vermentino di Gallura Capichera, 270 euro. Inutile aggiungere che un pranzo qui non ha senso senza i plateau di cruditè di mare. Piccolo, da 150 euro o "king", 950.
Ogni giorno già dal 6 dicembre e fino a marzo, da queste parti sono pranzi da sogno. E da lontano sognare non ha prezzo, almeno quello. La Scogliera ha ormai il suo target. Alto, molto alto. Nelle proposte c'è Sardegna, quella della cucina di mare, ma anche carne e rivisitazioni di piatti del Nord Italia. Poi quei sapori che seguono le tendenze. Lime, lemongrass, papavero, foglie d'oro e tanto, tanto tartufo.
«Il pesce in montagna è apprezzato specie dagli stranieri, che non pensavano di trovarlo. I clienti? Russi, cinesi, americani ma anche famiglie italiane importanti», dice l'imprenditore gallurese. L'idea è nata due anni fa e si è concretizzata in due mesi, quest'anno. La Scogliera di Cortina offre 25 posti interni e 90 nella terrazza coperta riscaldata. E pranzi e cene sono accompagnati da djset.
In Sardegna Orecchioni torna in estate per riaprire il ristorante che guarda alle Bocche di Bonifacio, ma anche a "Casa Scogliera" a Palau e alla nuova apertura, "Scogliera mare" a Golfo Aranci. Ma sarà anche l'estate dell'approdo nella riviera ligure di Levante, con un La Scogliera tra Santa Margherita Ligure e Portofino, al Covo di nord-est. «Portare il marchio fuori dall'isola è fondamentale, la stagione da noi è troppo corta. La montagna permette di tenere il personale tutto l'anno e avere anche una stagione invernale».

